Non è disponibile alcun riassunto in quanto si tratta di un articolo protetto.
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Prima o poi ci prova chiunque a cambiarti. Gli vai bene così come sei. Però. Però magari questa cosa potrebbe essere meglio così. Però considera che dovresti fare così. Goccia, dopo goccia, dopo goccia. Alla fine un giorno ti svegli e sei talmente diversa da te stessa che ti odi anche un po’. Questa volta…
Un anno o poco più, un anno circa, passato senza accorgersene. Un anno pieno di asperità, e di sorrisi. Un anno, un altro ancora, e ancora.
Sento ancora la forma sul cuore, e il peso. Due etti densissimi, due etti di vita, forza e dolore. Due etti che mi guardavano e chiedevano perché. E ora che questi due etti non ci sono davvero io li sento. Pesanti, reali.
A un certo punto quello che avevi dentro non ce la fa più. Sobbollendo, sbuffando, si fa notare. Un bel giorno esplode, senza preavviso, e ti travolge e ti spossa. Ti lascia fiacca nel corpo e pesante nella mente. Vulnerabile, per di più. Senza sapere cosa vuoi, cos’hai voluto, cosa vorrai. Senza sapere più niente…
Ci rivedremo, probabilmente come estranei in luoghi di passaggio. Mi hai cambiata in questi anni, mi hai reso ciò che sono. C’è voluta pazienza, per andare oltre l’ostilità iniziale. C’è voluta forza, per tirarsi fuori dalle crepe. Non ridurrò tutto a ciò che ti devo o ciò che hai preso. Noi due sappiamo cos’è che…
E 31. Sogni smarriti, sogni trovati. Zavorre tolte per sempre, e nuove valigie. Paura e voglia di rischiare ancora, lottare ancora, amare ancora. Vivere. Rinascere, insomma.
E questa carne che non avevi, questo corpo che annullavi, la fantasia che avevi imbrigliato, erompono. Non puoi neppure più cavalcarli i tuoi piccoli demoni. Puoi solo abbandonarti a loro. Farti travolgere dalla tempesta. E scoprire che lasciarsi andare alla tempesta è spaventoso ed eccitante.
E questa carne che non avevi, questo corpo che annullavi, la fantasia che avevi imbrigliato, erompono. Non puoi neppure più cavalcarli i tuoi piccoli demoni. Puoi solo abbandonarti a loro. Farti travolgere dalla tempesta. Scoprendo che lasciarsi andare alla tempesta è spaventoso ed eccitante.
Amarsi come si è, semplicemente. Non cercare di cambiare, non imprigionare, non imbrigliare. Rinunciare al controllo, rinunciare alla follia distruttiva. E tutto questo per fare posto alla follia creativa, all’emozione nascente, a te.