La nuova vita di Minerva

Con la morte di Leto sapevo che tante cose sarebbero cambiate, e mi aspettavo che la maggior parte dei cambiamenti avrebbero avuto un impatto sulla vita degli altri Bubbi, Minerva per prima. Non mi aspettavo però che sarebbe andata in questo modo.

Per tutta la sua vita Minù è stata “il secondo”: gregaria e remissiva, era il cane che seguiva le attività di Leto; pensavo di conoscerla abbastanza bene, di sapere com’era il suo carattere: pigra, inattiva, non intelligentissima, buona e remissiva, golosa. Al campo di educazione fece una sola lezione, e fu etichettata come “pasticcino”. L’educatore – Francesco – mi disse quasi testualmente “che vuoi fare con questo cane, non vedi che pende dalle tue labbra?” e fu una descrizione azzeccatissima.

Crescendo è diventata più introversa e si è sempre adattata con buona grazia a tutte le vicissitudini familiari, ai traslochi, ai momenti in cui l’ho seguita meno o trascurata e a quelli in cui l’ho soffocata di affetto. Ma non ha mai violato la gerarchia casalinga che si era stabilita, e io ho sempre vincolato le mie scelte per Minerva alla vita di Leto.

Quando per lui è stato impossibile continuare ad avere una vita sociale normale, dopo le due aggressioni subite, lei è diventata la sua unica “interfaccia” e così non si sono più separati, in nessun caso. E quello è stato il mio più grosso sbaglio. Durante le ultime settimane di Leto abbiamo cominciato a portarla con noi pressoché ovunque, soprattutto per proteggerla da lui, e ha cominciato a mostrare qualche altro lato di sé.

mini-movimentoEstremamente curiosa, socievole, allegra, nel corso delle settimane è migliorata sempre di più. Quello che nella mia testa avevo paventato come momento tragico per lei, non ha lasciato nessuna traccia: è diventata rapidamente più sicura di sé stessa, più equilibrata, più attiva… dovessi dirlo con sentimenti umani, più “felice”.

Adesso è sempre insieme a noi ovunque si possa portarla, socializza davvero con chiunque e qualunque animale, resta sempre la canetta ubbidiente che era, ma ha dei guizzi di indipendenza e intelligenza che non avevo mai notato in lei. Fa molto ridere che lei non abbia mai ricevuto un’educazione particolare (le istruzioni base, certo, ma niente di più) ma che sappia riconoscere quel che le indico a volte da un solo sguardo, da una mossa del capo, da un cenno.

Oltre questo ha anche i suoi comandi “coi segni”: quand’era piccola aveva un’otite già cronicizzata, che le ha dato e le dà sempre fastidi altalenanti alle orecchie, quindi abbiamo stabilito un linguaggio convenzionale non parlato ma di gesti, movimenti e segni delle mani; per questo spesso la gente “ci guarda strano” quando alzo l’indice e lei esegue un seduto perfetto, o quando ai miei piccoli cenni della mano fa un passo, soltanto uno, “da seduta”.

Minerva è un cane diverso oggi. È pur sempre la canapuverella, con gli occhioni e lo sguardo del nonhomaimangiatoinvitamia, ma oggi è una canetta feliciona, piena di voglia di giocare, scoprire, curiosare e persino fare attività fisica. E per scoprire tutto questo ci son voluti degli anni.

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About author

MrsBubba

Da vicino nessuno è normale. Neppure io. Editor, community manager, social qualcosa. Soprattutto lettrice. Parole, musica, cibo, tech, gatti e canetti. Gamer before it was cool. Sempre con la valigia, di città in città, di vita in vita, di storia in storia. Sono come sono, cerco di cambiare. Non son più quella di una volta. Scrivo per ricordare, ma poi mi scordo lo stesso.

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