Il giorno della morte di Leto

letolino1Il giorno della morte di Leto è stato un giorno di primavera. Il primo vero giorno di primavera. C’erano un bel sole, caldo e un vento dolce. Ma tutto questo io non l’ho notato subito. C’è voluto un po’ di tempo, quel giorno lì.

Il giorno della morte di Leto abbiamo pianto tanto. Ma poi Leto ci ha fatto ridere. Erano i suoi ricordi, le mille cose che ha fatto, le cose che ci ha insegnato. Curare i più deboli e disastrati, trattarli come una famiglia. Le sue foto, mille e mille, con tutti i cuccioli che ha tirato su, di ogni specie ed età. Mai rifiutare un pezzo di pizza. Essere felice di tutte le piccole cose. Saltare addosso agli amici per farli sentire a casa.

Il giorno della morte di Leto l’ho baciato e abbracciato, a lungo. O forse per un istante che per me è stato lungo, in un abbraccio in cui tutti piangevamo e ci stringevamo su di lui. E mentre restava qui un guscio vuoto, solo un vestito che aveva indossato, speravo davvero che esistesse qualcosa oltre questa vita, un posto in cui ritrovarlo, e sentirmi dire “ce ne hai messo di tempo, mama” e rivedere il suo sguardo e i suoi sopracciglioni che sin da piccolo lo facevano sembrare un vecchio saggio.

Il giorno della morte di Leto tutti i suoi amici l’hanno ricordato. Suoi, oltre che miei, perché come hanno ricordato altri per me “Il mio cane come cane è un disastro, ma come persona è insostituibile” (Johannes Rau). Per quanto fiera delle sue capacità atletiche, a volte era sul serio un grande disastro, e difficile e burbero e scontroso e chi più ne ha più ne metta. Ma con i suoi, con chi era per lui famiglia, si donava e dedicava completamente. E aveva un concetto di famiglia molto lasco: ci rientravano persone, cani, gatti. Qualcuno ha postato una foto buffa, qualcuno un ricordo di qualche furtarello, qualcun altro ancora ricordi di dolcezza.

Il giorno della morte di Leto qualcosa si è spezzato. Era il capostipite dei bubbi, il creatore di MrsBubba, e l’insegnante della famiglia. Dentro quella crepa però è rimasto un seme bello, il seme di quello che ha portato nella mia vita. Di tutti i cambiamenti che più apprezzo in me stessa. Da quella crepa lì Leto non si sposterà mai, col suo tartufo gigantesco e la sua espressione curiosa.

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MrsBubba

Da vicino nessuno è normale. Neppure io. Editor, community manager, social qualcosa. Soprattutto lettrice. Parole, musica, cibo, tech, gatti e canetti. Gamer before it was cool. Sempre con la valigia, di città in città, di vita in vita, di storia in storia. Sono come sono, cerco di cambiare. Non son più quella di una volta. Scrivo per ricordare, ma poi mi scordo lo stesso.

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