Ho sposato mia suocera, Grimaldi

ho-sposato-mia-suoceraDecidi di sposarti. Hai ponderato bene i difetti della tua metà e hai deciso che ce la puoi fare. Ma sei sicuro sicuro di poter sopportare la suocera? Ecco, questa domanda non tutti se la fanno abbastanza, e così vengono fuori le memorie di Stefano Grimaldi (che è uno pseudonimo) in Ho sposato mia suocera, edito da Las Vegas.

Una raccolta più o meno omogenea di piccoli spezzoni di vita familiare in cui non c’è una coppia ma un vero e proprio ménage à trois, dove il terzo – incomodo – è l’onnipresente suocera, ben più seccante di quelle che di tanto in tanto si incrociano nelle barzellette.

Dalla scelta delle vacanze, alle cene, a qualunque piccola o grande incombenza, lei è lì, come un’erinni, a pretendere, consigliare in modo passivo-aggressivo, mentre il genero e la figlia sono quasi comparse nelle proprie vite.

Personalmente all’inizio ho avuto un moto di compassione per il genero, soppiantato poi da una certa quale seccatura per l’accettazione di tutto ciò che è descritto. Ma considerando che è un libello di sfogo probabilmente il personaggio è molto iperbolico, e quasi sicuramente lo sono anche le angherie descritte (a cui probabilmente io avrei reagito in modo “meno soft”).

Un libro lieve, di quelli che definirei “da spiaggia” anche grazie alla frammentarietà dei capitoli che permettono di interrompere e riprendere senza perdere nulla del testo, la cui prosa è sempre divertente e scorrevole.

E nonostante sia declinato al maschile è piuttosto valido anche se siete donne: le suocere rompi*** non hanno limiti.

Se vi sentite di voler far parte dei “suoceristi anonimi” potete prendere il libro qui e sentirvi un po’ meno soli.

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About author

MrsBubba

Da vicino nessuno è normale. Neppure io. Editor, community manager, social qualcosa. Soprattutto lettrice. Parole, musica, cibo, tech, gatti e canetti. Gamer before it was cool. Sempre con la valigia, di città in città, di vita in vita, di storia in storia. Sono come sono, cerco di cambiare. Non son più quella di una volta. Scrivo per ricordare, ma poi mi scordo lo stesso.

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