Di gatti impauriti e recupero comportamentale

Due giorni fa sono arrivati a casa Bubbi due gattini (e forse oggi un terzo e un quarto, se tutto va come deve). Vengono da una situazione particolarmente estrema di segregazione, malnutrizione, sovraffollamento; non hanno nessuna socializzazione con gli esseri umani e scarsa o negativa con gli altri gatti.

BonsaicatsHanno circa un anno e “spicci” (al massimo credo un anno e mezzo) e a causa del loro vissuto sono di dimensioni miniatura: pesano un chilo e mezzo scarso ciascuno e sono identici a due cuccioli. Pur essendo psichicamente un disastro, dato che sono molto molto belli non dubito che avranno molte richieste di adozione, ma stavolta bisognerà andare coi piedi anche più di piombo del solito.

All’arrivo erano “congelati”, immobili e terrorizzati. Ora soffiano, ringhiano mentre mangiano ma anche in generale quando vedono avvicinare una mano. Ma non si recuperano i gatti né con la pena né con la paura, e quindi nonostante gli avvisi ho iniziato ad accarezzarli, parlando a voce ferma, calma e “cullante” per tutto il tempo, quasi una cantilena. Più volte al giorno, per poco tempo in ogni sessione.

E ho cominciato anche a farli socializzare col resto della truppa: con il grande Saramago, che anche quando gli soffiano al massimo alza un sopracciglio come a dire “e quindi?” e fa la faccia della noia, con nonna Gwen che se un piccolo prova a fare l’antipatico amministra un pattone lieve, senza unghie, sulla capoccetta e li rimette a posto, e infine con Puverella che al massimo può inumidirli con una leccata ben assestata.

Sono ancora sporchi di feci e urine vecchie, ma neppure le salviettine per animali riescono a fare granché, il giallastro si perderà col tempo, pian piano; mangiano come se non ci fosse un domani, e cibi ipoproteici per evitare di danneggiare un apparato digestivo disabituato alle proteine (che gradualmente però aumenteremo, insieme a calcio e vitamine).

Patton (nome provvisorio del maschio) è più curioso ed esploratore, Elsa (nome provvisorio della femmina) è ghiacciata e terrorizzata. E già in ventiquattr’ore qualcosa è cambiato, sebbene di poco. Sono schivi ma hanno cominciato a capire che nessuno dei bubbi, neppure gli umani, rappresenta un pericolo. Hanno iniziato a muoversi separatamente e non restare rannicchiati, e stanno trovando delle loro “nicchie” in cui stare sereni, rifugi che quando il mondo intorno è troppo per loro sentono come sicuri.

Probabilmente per la prima volta dovrò porre dei paletti molto stringenti per le adozioni, perché hanno bisogno di mani esperte e ambienti tranquilli e protetti, ma spero di riuscire a fare il meglio per loro e riscattare la vita che finora hanno trascorso.

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About author

MrsBubba

Da vicino nessuno è normale. Neppure io. Editor, community manager, social qualcosa. Soprattutto lettrice. Parole, musica, cibo, tech, gatti e canetti. Gamer before it was cool. Sempre con la valigia, di città in città, di vita in vita, di storia in storia. Sono come sono, cerco di cambiare. Non son più quella di una volta. Scrivo per ricordare, ma poi mi scordo lo stesso.

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