Zona Cesarini

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Ci sono sempre quelle giornate piene, con un sacco di clienti che magari iniziano prestissimo ad arrivare, e in cucina tieni un ritmo forsennato dalle 19 alle 22. Alle 22 entra l’ultimo cliente, ordina tre cose, sai che avrai un’altra oretta di cucina aperta e poi la calma, puoi chiudere.

Verso le 23:30 non si vede nessuno all’orizzonte e inizi a svuotare il bollitore, a spegnere il forno, nessuno vuole più dolci… levi le friggitrici, inizi a pulire i taglieri, i piani di lavoro, metti in lavastoviglie tutto; riporti l’ordine, metti in frigo quello che va messo in frigo e sigilli quello che deve essere sigillato.

Alle 23:30 inizi a chiudere la cucina finalmente e inizi a pensare a fare le cose per finire, e sai che finirai a mezzanotte e mezza di pulire e finirà la giornata. Potrai andare a dormire. Il giorno dopo dovrai essere alle 9 a lavoro. Sei felice dell’ora in più di sonno che potrai avere.

A quel punto il cattivo presentimento: entra trafelato il titolare “È arrivato un cinque”. “Come è arrivato un cinque, ma ci stai prendendo in giro?!”, lo abbiamo pensato un po’ tutti in cucina ma nessuno di noi lo ha detto. La cosa che abbiamo detto è “Il bollitore è vuoto, non possiamo fare pasta, e i pesci sono finiti, l’unica cosa che possiamo fargli è un fritto” (“dio, speriamo che vogliano il fritto, che non insistano per avere altro: per tutto il resto c’è da rimettere la cucina in tiro e ci vorrà un ora almeno”).

Sono clienti difficili, arrivano a mezzanotte, ti chiedono se possono cenare ma hanno sempre qualche problema; “io non posso mangiare latticini” “a me non piace il pepe” “a me niente cose salate” “voglio una pasta scondita”. Ma che ci vai a fare al ristorante se vuoi una pasta scondita?

Va bene, stavolta accettano. Sono una Zona Cesarini abbastanza dignitosa. Arrivano a mezzanotte e si accontentano di cinque fritture miste. Gliele fai abbondanti, gliele fai belle perché tanto ormai la giornata è finita e cuoci tutto. E li vedi spiluccare.

E finché loro non finiscono tu non sai se vorranno un dolce e li odi, li odi tantissimo perché non ci puoi mettere mezz’ora a mangiare un fritto, un fritto è buono caldo, si mangia subito.

“E se poi vogliono il dolce? E se vogliono il tortino, che sono 12 minuti di cottura e l’impiattamento? E se vogliono quest’altro che ce ne vogliono 20 di minuti?”
“Diciamogli che c’è solo il gelato, dai!”
“Ma no, vedrai che non prendono niente a quest’ora”
“Hanno preso un fritto a mezzanotte, possono volere di tutto”.

Questi sono i clienti Zona Cesarini, che arrivano a orari assurdi, quando la cucina dovrebbe essere chiusa e invece il titolare arriva tutto contento a dire “altri cinque clienti” e tu contento no. “Vabbe’, almeno le mance! Se vieni in zona cesarini almeno una mancia me la vorrai dare, no? Lavoro solo per te!” Neanche un euro. Nemmeno per sbaglio.

I clienti Zona Cesarini sono odiati, sono quelli che ti viene voglia davvero di manomettere il piatto. Cari clienti cesarini, se proprio venite a quell’ora, che è un vostro diritto, ricordatevi che voi vi divertite e una cucina invece lavora per voi, e magari ha attaccato il primo turno al mattino presto. E allora se andate lì e gli chiedete qualcosa, fate i bravi, dopo un po’ di mancia datela.

[immagine da Amazon]

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