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Su due zampe: quando la disabilità non è un limite

Troppo spesso sento dire, di animali disabili: “poverino, chissà come soffre”, “poverino, forse sarebbe meglio addormentarlo”. Una serie di poverino, poverino che, per carità, sono dettati da spirito compassionevole ma non si adattano affatto alla realtà.

Perché tolto il momento del dolore acuto e casi di dolori cronici, gli animali disabili vivono benissimo l’incoscienza della loro disabilità. Esatto. Incoscienza. La mia Pizillina non ritiene di avere un occhio solo. I molti tripodi che conosco di persona, potessero rispondere alla domanda “come si sta con tre zampe?” direbbero:

“Perché, tre non sono esattamente le zampe che dovrei avere?”

CaffreyI gatti ipoplasici, anche se con quell’andatura incerta, vivono benissimo e senza dolore, giocano, fanno una vita normalissima. Insomma, come avrete capito, spesso la “sofferenza” nella disabilità animale è più una proiezione umana.

Ci sono alcuni video che val la pena di vedere, in merito alla presunta infelicità di questi poveri animali. Quelli che vi mostro sono accomunati da una caratteristica: hanno solo due zampe su quattro.

Nel caso di Duncan Lou Who (via DVerso) sono le due zampe anteriori.

Nel caso di Caffrey, invece, si tratta di un’anteriore e una posteriore. Dallo stesso lato del corpo:

Così come per Marcellino, altro gatto con sole due zampe dallo stesso lato:

Gli animali disabili non sanno neppure di essere diversi. Sono felici quando ne hanno motivo, tristi, annoiati, giocosi, pigri, vivaci, ognuno secondo la propria natura. Non si compatiscono e non si rendono nemmeno conto di avere dei limiti.

E forse proprio non ce li hanno.

 

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About author

MrsBubba

Da vicino nessuno è normale. Neppure io. Editor, community manager, social qualcosa. Soprattutto lettrice. Parole, musica, cibo, tech, gatti e canetti. Gamer before it was cool. Sempre con la valigia, di città in città, di vita in vita, di storia in storia. Sono come sono, cerco di cambiare. Non son più quella di una volta. Scrivo per ricordare, ma poi mi scordo lo stesso.

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