Specialità maremmane: il cinghiale

Una specialità maremmana che mal sopporto è il cinghiale; e non parlo del cinghiale in umido, arrosto, in salsiccia. Si tratta proprio dell’animale in sé: di giorno per andare a lavoro non ci sono problemi, ma al rientro la notte c’è pericolo cinghiale.

La strada che percorro passa in mezzo a una pineta, e lì ci stanno i cinghiali. Se stai bene in centro alla strada, guardi bene dove vai, il rischio è relativo. Ma qualche giorno fa, da dietro una curva, mi ha attraversato la strada proprio un cinghiale.

Sus-scrofa-cinghialeHo frenato, ho sterzato un po’, e l’ho preso per fortuna solo di striscio. Lui è scappato nella boscaglia, a me è saltata solo la targa, ma di sicuro la botta l’abbiamo accusata sia io che lui. Era piccino, forse un cucciolo, e io mi sento come Crudelia De Mon. E dire che sto sempre attento.

Tutti dicono “il cinghiale è tanto bono”, ma intanto è grosso, eccome. Un collega che lavora da anni qui, e lo sa che ci sono, ha sfasciato la macchina investendone uno. E per quanto tu lo sappia, per quanto tu stia superattento, quando ti sbucano di colpo dalla macchia non c’è modo di evitarli: la strada è strettissima e non ha punti di fuga per le auto.

L’unica è – appunto – andare piano e al centro della strada, quando non ci sono auto che vengono in direzione opposta, per avere tempo di manovra, tempo di evitare l’impatto o per lo meno attutirlo il più possibile. Per lo meno provarci, perché non è sempre detto che si riesca.

Per cui se venite dal Cuocone, attenti ai cinghiali: io non ne cucino, ma potrebbero ugualmente restarvi sullo stomaco!

Share Button

About author

Related Articles