Scegliere o non scegliere?

Io leggo spesso (diciamo quasi sempre) Ti presento il cane, di Valeria Rossi; lo leggo perché nella pletora di educatori, addestratori, cinofili, esperti (reali e sedicenti) mi sembra la voce più equilibrata, sensata e seria.

Non sempre condivido tutto, ma mi trovo d’accordo su molte posizioni e la competenza di chi scrive su quel blog per quel che riguarda la cinofilia è indiscutibile. Questo mio post nasce però da uno dei suoi che mi sembra lasci un pezzo incompiuto, che vorrei aggiungere io dato che mi capita di vedere l’altra metà del cielo.

Conosco anche io moltissimi volontari “alla carlona”, che sono ingenuamente e spesso in buonafede convinti che basti un po’ di amore per raddrizzare ogni problema con un cane. E l’amore di sicuro ci vuole, ma ci vuole anche fatica, educazione, costanza e una quantità di altre cose che qualunque educatore e volontario preparato potrà dirvi più e meglio di me.

Ma conosco anche tantissimi che si “innammooooooraaaanoooo” del cane (quasi sempre il più caruccetto, magari con gli occhi particolari, o con un manto strano, o piccolissimo), e non gli interessa che il volontario di turno dica “guardi, voi siete sedentari e il cane è superenergetico, propenderei per un carattere più calmo” o “questo è conan il distruttore redivivo e ama sventrare i materassi”.

Semplicemente, non fa nulla. È scoccata la scintilla; e uno insiste, specie coi cuccioli “farà pipì in giro, bisognerà educarlo, bisognerà insegnargli a rispettare le regole, e così e cosà”. Io poi faccio anche un discreto terrorismo psicologico, personalmente. Non importa, hanno scelto proprio quello lì. Li ha colpiti.

Leto-naso“Voglio un jack russel perché è tanto piccino e perde poco pelo” (eeeeh?), “voglio un beagle perché deve stare in casa” (eeeeeeh?!?), “voglio un chihuahua per andare in escursione” (giuro, è vera, per quanto inverosimile). Sono errori che ho fatto io stessa quando “mi feci scegliere” dal mio primo cane, il grande, inimitabile, problematico e amatissimo Leto.

Ci sono quelli che accettano un consiglio, che si fanno dire “guardi, questo cane per il suo stile di vita non è adatto, ha un carattere che ha bisogno di cose diverse”; ci sono e sono buoni adottanti, che si fidano di chi quel cane lo vede tutti i giorni, anche se in una situazione peculiare, e ha un’idea di massima di come si comporta.

Ci sono quelli che vanno dritti, che “ci piace quello, siamo sicuri”, e tu sai già che a 24 ore inizierà il calvario, e il cane tornerà indietro. Se ti ostinerai a non darglielo diventerai il “volontario che non li vuole fare adottare, e allora io me lo compro perché i volontari fanno storie inutili e al negozio non mi chiedono niente”.

Ci sono anche quelli che vanno dritti, oppure che non ricevono nessun consiglio, si ritrovano un cane problematico in mano e fanno del loro meglio per destreggiarsi tra educatori, metodi e routine per crearci un rapporto sano.

Da qualunque lato lo si guardi il variegato mondo dell’animalismo, declinato in tutte le forme (dal serio al cagnaro), è pieno di sfumature, di pro e contro, di persone più o meno belle. E di cani che starebbero meglio altrove, ma che non sono parti “attive” nel processo di scelta.

Cosa vorrei dire con questo? Nulla più di quel che dico sempre: fatevi aiutare dai volontari, fatevi consigliare. Se vi consigliano un adulto invece di un cucciolo non lo fanno per “sbolognarvi un cane brutto” ma semplicemente perché magari proprio quello, quel cagnone grosso e un po’ acciaccato, sarebbe un perfetto compagno per voi, per il vostro stile di vita.

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MrsBubba

Da vicino nessuno è normale. Neppure io. Editor, community manager, social qualcosa. Soprattutto lettrice. Parole, musica, cibo, tech, gatti e canetti. Gamer before it was cool. Sempre con la valigia, di città in città, di vita in vita, di storia in storia. Sono come sono, cerco di cambiare. Non son più quella di una volta. Scrivo per ricordare, ma poi mi scordo lo stesso.

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