Parrelli, le mie domande

Tante cose sono cambiate in questi pochi mesi. Due traslochi, e due grosse perdite (Yui e Spiccetti), nuovi luoghi e nuove persone nella mia vita. E due nuove bubbe: Zabo Holden (detta Pustillina) e nonna Gwendolyn (detta Scheggia).

Parrelline

Queste due meravigliette vengono dal Parrelli, struttura sotto sequestro per “Mancanza di requisiti minimi per il benessere degli animali, carenze igieniche, promiscuità, assenza di sterilizzazioni, ma pure documentazione incompleta e inquietanti buchi” (lo potete leggere nell’articolo linkato).

Loro fanno parte dei pochi “fortunati”: prima di me – insieme ad altri 9 gatti – hanno incontrato due Daniele (Froldi – Gattile Azalea – e Mignacca – Clinica Roma Sud) che le hanno prelevate dal Canile Parrelli e le hanno portate in salvo.

Zabo era cachettica, aveva le unghie conficcate nei cuscinetti che si erano infettati, ha l’intestino in pessime condizioni, ha un’infezione estesa, è lievemente fiv positiva, pesava appena 2 chili e mezzo. Gwendolyn mangiava con sondino esofageo, aveva ampie ulcere palatali e linguali, probabile calicivirosi. Nessuna delle due era sterilizzata (e non lo saranno fino a completa stabilizzazione delle condizioni fisiche).

Le loro cartelle cliniche parlano chiaro. Quello che non mi è chiaro è come stiano funzionando le cose. Le due Daniele che hanno compiuto il salvataggio hanno prelevato le gatte dalla struttura il 13 febbraio (e io le ho adottate il 21). Il Canile Parrelli è sotto sequestro dal 9 ottobre (ma è stato dato accesso alle associazioni solo a fine gennaio). Funzionari del Comune e NIRDA sono presenti un giorno a settimana per tre ore per consentire le adozioni (che prevedono il dissequestro).

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Dal 9 ottobre al 13 febbraio c’è un inquietante periodo di 4 mesi in cui nessun controllo sanitario è stato effettuato, né una sterilizzazione, né un “segnaletico” (ovvero censimento) dei gatti presenti in struttura. Zabo non è diventata cachettica in un giorno, né le sue unghie si sono incistate in un giorno, né la sua infezione grave (tanto grave da mettere a rischio la sua vita) è cresciuta in un giorno. In questi mesi perché è stato mantenuto lo status quo di un posto che, ripetiamolo, sequestrato per “mancanza di requisiti minimi per il benessere degli animali, carenze igieniche, promiscuità, assenza di sterilizzazioni, ma pure documentazione incompleta e inquietanti buchi”?

Inoltre su Open Parrelli si segnala la presenza di 11 gatte gravide divise in due stanze. Considerato che la gestazione dura intorno ai 65 giorni, possiamo ipotizzare un inizio gravidanza nei primi giorni di gennaio. Quando la struttura era già sotto la responsabilità del comune (ma non delle associazioni).

Questa è la situazione, e queste le mie domande:

  1. Perché questo ritardo nel migliorare le condizioni di vita delle vittime della negligenza del Parrelli?
  2. Se chi ha creato le condizioni perché la struttura non fosse a norma e non consentisse il benessere animale va processato, il responsabile dei quattro mesi di prolungamento di questa situazione non è ugualmente colpevole?
  3. Perché consentire le adozioni un solo giorno della settimana (infrasettimanale!) per sole tre ore quando sarebbe più semplice per tutti promuovere le adozioni ogni benedetto giorno, specialmente il sabato e la domenica (quanti lavoratori possono prendere un giorno di ferie per andare ad adottare un gatto del Parrelli)?
  4. Perché non trasferire tutti i gatti che necessitano di cure in strutture sanitarie più idonee?

Ecco. Sono domande semplici e non mi aspetto risposta. Vorrei giustizia, ma anche quella non credo sarà possibile. Vorrei la salvezza, per tutte le vittime (cani e gatti), e per quanto difficile so che ci sono tantissime persone che stanno lottando per quella.

(Zabo e Gwen sono in ripresa, nonostante le condizioni di Zabo restino critiche)

Ripresa

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MrsBubba

Da vicino nessuno è normale. Neppure io. Editor, community manager, social qualcosa. Soprattutto lettrice. Parole, musica, cibo, tech, gatti e canetti. Gamer before it was cool. Sempre con la valigia, di città in città, di vita in vita, di storia in storia. Sono come sono, cerco di cambiare. Non son più quella di una volta. Scrivo per ricordare, ma poi mi scordo lo stesso.

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