Lo Zen tra i fornelli

Dentro a ogni chef o aspirante tale, c’è un monaco zen.

Avete presente quelli che fanno i mandala di sabbia colorata, impiegandoci giorni? Sono piccoli capolavori tanto perfetti quanto effimeri: poco dopo il completamento vengono “soffiati via”, per ricodare che tutto nella vita è transitorio.

Mandala-zen

Anche in cucina funziona così. Stai lì a spignattare ore, a volte intere giornate. Studi, perfezioni, pensi, progetti, sbagli e ricominci da capo. Poi, finalmente, arriva il momento in cui tutto è pronto e impiatti, cercando di non fare un disastro giusto all’ultimo istante.

E, se tutto è andato come deve, il tuo piccolo capolavoro durerà meno di 5 minuti, facendoti provare un misto di sensazioni: se da un lato è tanta la soddisfazione perché il piatto è piaciuto, dall’altro c’è un po’ di frustrazione per tutto il tempo impiegato per creare qualcosa che non lascia traccia.

Ecco, io sono ancora ben distante dall’aver raggiunto né la perfezione culinaria né lo zen, ma medito di riuscirci.

[Immagine da qui]

 

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