La Prova del Cuocone

All’inizio ero molto teso. Avevo paura di fare tardi e così sono partito tanto in anticipo che almeno ho avuto il tempo di fare colazione (ottima e abbondante), dato che per l’agitazione a casa me l’ero completamente dimenticata. Del resto è stato il mio primo vero giorno in un ristorante, sebbene fossi solo in prova.

Appena entrati lo chef mi ha mostrato armadietti e spogliatoio, dove mi sono cambiato; vestito di tutto punto sono arrivato in cucina e lo chef mi ha guardato e ha detto “ma quanta roba ti sei messo? Via, leva quella bandana che poi ci muori di caldo, e quel coso lì (il torcione) chi te l’ha dato? Se te n’avanzano portane anche a noi”.

La prima cosa seria che mi ha detto è “sai pulire una friggitrice? Bravo, puliscila, io vado a fare colazione”. Quindi mi sono messo lì e ho sgrassato le due friggitrici… cosa che mi ha ricordato le sagre di paese in cui facevo il volontario ben venti anni fa.

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A quel punto mi ha detto di iniziare a pensare al pranzo per noi dello staff, senza alcuna limitazione nella scelta degli ingredienti; e ovviamente mi sono buttato sul risotto, dato che è uno dei miei piatti forti (ve ne parlerò). Intanto ha iniziato a insegnarmi tutti i posti e gli oggetti della cucina, anche se ho dovuto chiedere spesso dove si trovassero le cose ed è stato sempre disponibile.

Il clima era professionale ma anche allegro e mi sono sentito a mio agio sin da subito; e questo lo ritengo fondamentale se bisogna lavorare insieme a stretto contatto per tante ore e spesso sotto stress.

Ho imparato a pulire e selezionare le vongole. A ogni piatto mi spiegava come lo preparava e come desiderava che fosse preparato, insegnandomi tutto e dicendomi “ruba con gli occhi”. E intanto abbiamo parlato, durante il lavoro, conoscendoci meglio e raccontando le esperienze passate.

Dopo la pausa nel primo pomeriggio, siamo tornati in cucina per dedicarci al servizio serale; ho preparato un’insalatona per noi dello staff (abbiamo cenato alle 19) e poi sono arrivati i clienti. Ed è qui che è iniziato il lavoro serio. I ritmi della cucina sono stati gestibili, ancora non siamo in piena stagione.

Io sono stato assegnato alle entrée, ma ho anche eviscerato il pesce, e ho aiutato a impiattare. A fine serata avevo le gambe distrutte e un grande sorriso sul viso: stamattina si parlerà del contratto.

Stanco e felice, da oggi sono un vero Apprendista Cuocone.

 

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