La data di scadenza di cibi secchi, novità dall’UE

Generalmente capita che della spesa che facciamo una certa parte vada poi buttata. “Controlla se è scaduto e casomai gettalo” è una frase che abbiamo pronunciato o abbiamo sentito tutti più volte.

Abbiamo dato autorevolezza al numero stampato sulla confezione, dimenticando che abbiamo dei favolosi strumenti per la verifica dell’integrità del cibo da consumare: occhi e naso.

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© Bill Bertram 2006, CC-BY-2.5 — Attribution

Quanti di noi avendo uova confezionate, “rompono” ognuna a parte prima di usarle e le odorano per sentire se sono buone, indipendentemente dal giorno della scadenza? Eppure può capitare che – pur se la scadenza è ancora lontana – qualche uovo si sia deteriorato.

Adesso – per alcuni cibi per cui la data di scadenza è semplicemente insensata – l’UE sembra voglia recepire le richieste di GreenPeace ed altre associazioni che si occupano di ambiente ed ecologia, ovvero togliere questo numeretto che influenza i consumi e gli sprechi.

Si tratta di pasta, riso, caffè: alimenti secchi o sottovuoto; ma anche per il formaggio duro, stagionato appunto perché possa durare a lungo, che andrebbe ad aggiungersi a zucchero, sale e aceto, che già non richiedono la data di scadenza per la commercializzazione.

Sperando che vadano a diminuire gli 89 milioni di tonnellate di cibo buttato ogni anno in Europa.

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MrsBubba

Da vicino nessuno è normale. Neppure io. Editor, community manager, social qualcosa. Soprattutto lettrice. Parole, musica, cibo, tech, gatti e canetti. Gamer before it was cool. Sempre con la valigia, di città in città, di vita in vita, di storia in storia. Sono come sono, cerco di cambiare. Non son più quella di una volta. Scrivo per ricordare, ma poi mi scordo lo stesso.

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