Incontri a Grosseto

Ieri in caccia di spezie siamo stati a Grosseto, che è la grande città più facile da raggiungere dalle nostre parti. Della città in sé ne parlerò più avanti, della differenza tra dentro e fuori le mura, e delle sue bellezze. C’è un’altra cosa che mi ha colpito ieri a Grosseto, un incontro, un pezzo di umanità.

Camminavamo in questa giornata luminosa, con l’Esigente che scattava foto alla città dentro le mura, una città antica, molto bella, piena di spunti fotografici interessanti. Click, click, click, come una turista giapponese. Un anziano signore, seduto su una panchina, ci fa segno di avvicinarci.

Si chiama Manlio (ma questo lo scopriremo dopo), e ci chiede se parliamo italiano; sorridiamo e gli diciamo che lo parliamo da sempre. E allora ci chiede se abbiamo tempo per un po’ di storie, per ascoltarlo. Ci racconta di com’era la piazza un tempo, della storia di Grosseto. A volte sembra che stia romanzando un po’, ma non importa poi molto: la sua storia è bella da ascoltare in ogni caso.

Ci racconta dei tempi antichi, ci mostra dettagli che non avremmo notato, angolazioni, oggetti e scritte, minuzie che possono sfuggire all’occhio. Ci parla della vita antica, della vita “prima”, di quando ci si muoveva prima coi carretti e poi coi torpedoni, dell’architettura che è cambiata e come, di ciò che è sparito e di ciò che è comparso.

Infine ci porta a vedere due immagini, due cartoline della Grosseto che fu. Le compriamo. L’Esigente cerca di scattare le stesse foto, anche se non abbiamo accesso ai punti esatti in cui furono scattate. Eccole qui, perché possiate guardare le differenze (continua dopo le foto):

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L'Apprendista Cuocone

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L'Apprendista Cuocone

Alcuni edifici non ci sono più, per far posto alla modernità, altri si sono alzati di qualche piano, alcuni hanno cambiato facciata; cose che compaiono e cose che scompaiono mentre cambiano i tempi. Dispiace per l’edificio con l’orologio, sicuramente antico, che ormai non è più possibile vedere, ma fa anche piacere vedere come alcuni tratti siano conservati perfettamente.

E fa piacere incontrare gentilezza a casaccio. E atti di bellezza privi di senso*.

Con Manlio siamo rimasti a parlare un po’. Abbiamo provato a offrirgli almeno un caffè, ma “non lo faccio per questo”. Se andrete a Grosseto, su una delle panchine potreste incontrare un uomo con la sua bici, vestito in modo strano. Se vi chiamerà, non abbiate timore o sospetto. Potreste ascoltare alcune storie, vere o meno, che vi lasceranno col sorriso a lungo.

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1 Comment

  1. Nunzio 2 maggio 2015 at 7:39

    Mai stato a Grosseto.