Il passeggino per cani, perché è (quasi sempre) un male

A esser del tutto sincera quando mi hanno chiesto di parlare del passeggino per cani, guardando l’immagine, mi è venuta fuori una grassa risata. Seguita puntualmente da un retrogusto amarissimo. Cercherò di rendere l’idea condividendo la scena che mi è balenata in mente e che ha scaturito queste emozioni così contrastanti.

Palesemente ideato per le “esigenze” di cani (e padroni) di piccola e piccolissima taglia, il passeggino, come altri accessori del genere, non tiene conto di un sottilissimo dettaglio al quale ogni proprietario consapevole dovrebbe far riferimento (a maggior ragione se parliamo di un cane taglia mini). Il nostro piccolo e peloso amico, che tanto ci ha fatto innamorare col suo faccino da peluche trudy e i suoi modi buffi da cartone animato, ha dentro di sé il corredo genetico trasferitogli da un suo lontano parente, ovvero il lupo. Ora, obiettivamente: ce lo vedete un lupo, temuto quanto elegante predatore, inscatolato dentro un passeggino?

E poi arriva l’amaro. I perché sono semplici:

1. Il cane non è un umano

Bisogna comprendere che, per quanto facciano parte della nostra vita, vi si adattino perfettamente e apprezzino molto alcune umane comodità, il cane è un animale con un sua psicologia e linguaggio che nulla ha a che vedere con quello umano, men che meno con un peluche. Umanizzare troppo, in qualsiasi senso, è sempre deleterio; rovina il rapporto tra uomo e cane e incoraggia l’insorgere di problemi comportamentali anche gravi.

2. “Olfattivamente” è scorretto

Appurato che i cani (tutti e di tutte le dimensioni) hanno un linguaggio differente dal nostro, si deve considerare che utilizzano anche i sensi in modo totalmente differente; sono infatti animali a orientamento olfattivo, cioè “vedono” il mondo attraverso il naso (ecco anche spiegato perché annusano continuamente e tutto, anche le parti intime…) al contrario di noi umani, animali a orientamento visivo. Ciò vuol dire che porli dentro un passeggino e portarli in giro, benché visualizzino meglio le immagini in movimento (essendo predatori), li pone in costante stress non potendo annusare e quindi conoscere ciò che gli sta intorno.

3. Protezione forzata, protezione sbagliata

Ultimo, ma non meno importante, passeggiare all’interno di un involucro li mette costantemente in una posizione di “protezione forzata”. Questo a lungo andare, e soprattutto se il cane è giovane o addirittura cucciolo, può seriamente gravare e compromettere i suoi futuri approcci col mondo esterno, arrivando fino a manifestazioni di disagio molto gravi che possono sfociare in aggressività o fobia verso estranei, simili e/o situazioni sconosciute. Insomma un vero ammazza-socializzazione che, al contrario è assolutamente fondamentale, soprattutto in tenera età, per un “animale sociale” come il cane.

Ma visto che a me piace vedere sempre il lato positivo anche in cose/situazioni che sembrano non averne, devo ammettere che il passeggino può essere utile e giustificato in alcune (e quanto più brevi possibile) circostanze:

1. per animali con handicap o in via di guarigione per cui muoversi è difficoltoso o troppo stancante;
2. utilizzato come trasportino “con le ruote”, in caso di viaggi o comunque per brevi tragitti;
3. in supermercati e centri commerciali in cui fido non è ben accetto poiché vi è pericolo possa “sporcare” cibo, cose o posti dove non dovrebbe.

passeggino-cani

Share Button

About author

Related Articles