Arriva il Pexion, antiepilettico veterinario

Chiunque abbia sperimentato una crisi epilettica, di cane o di gatto (e immagino similmente per gli esseri umani) sa che è devastante, sia per lo spavento sia per le conseguenze che lascia sul malato.

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Che sia un’epilessia idiopatica, che abbia origini tumorali o che venga fuori da problemi metabolici, affrontarla non è facile. Ci vogliono mesi e mesi, visite ed esami, aggiustamenti progressivi per trovare un dosaggio giusto.

Le terapie

I farmaci più usati finora erano barbiturici – gardenale e luminale – ovvero sedativi a uso umano in grado di tenere a bada le crisi ma con conseguenze serie a lungo andare sul paziente.

Da poco invece è stato messo in commercio un nuovo farmaco veterinario, il Pexion, a base di imepitoina (derivato dall’imidazolinone); come si può leggere su NCBI:

Imepitoin acts as a low-affinity partial agonist at the benzodiazepine (BZD) site of the GABAA receptor and is the first compound with such mechanism that has been developed as an antiepileptic drug (AED).

L’effetto secondo gli studi che ho potuto leggere sarebbe lo stesso dei barbiturici per quel che riguarda la frequenza degli attacchi, ma con conseguenze (effetti collaterali a breve e lungo termine) di intensità nettamente inferiore.

Il passaggio

Il passaggio dalla terapia tradizionale, quella a base di barbiturici, al Pexion dovrebbe essere molto graduale e, ovviamente, sotto strettissima sorveglianza veterinaria: alcune categorie di epilessia sono escluse, così come alcune taglie di cani.

Sarà sempre il veterinario a valutare l’opportunità di operare il cambiamento qualora si sia trovato un dosaggio ottimale, o se non sarà il caso di alterare l’equilibrio faticosamente raggiunto.

Le dolenti note

Passiamo alle note veramente dolenti. Essendoci ora un farmaco veterinario specifico per l’epilessia, come da legge italiana i veterinari saranno obbligati a prescriverlo (eh, sì: mentre i medici non possono più scrivere il nome del farmaco ma solo il principio attivo, per i veterinari la storia cambia, e di molto: farmaco, e solo veterinario!) invece del corrispettivo a uso umano. Se volete approfondire il discorso, vi consiglio di leggere questo.

Solo se il farmaco darà prova di non essere tollerato o di non avere effetto sul soggetto si potrà tornare a somministrare la terapia precedente, giustificando la scelta con esami oggettivi, ma sottoponendo comunque il paziente a un fortissimo stress per tutto il periodo del cambiamento.

Se poi vi state chiedendo la coerenza di testare un farmaco sugli animali per vietare di utilizzarlo sugli animali, è una domanda che mi faccio anch’io. Ma sto andando fuori tema.

Dicevamo, le dolenti note: mentre un fenobarbitale come il luminalette costa circa 1,55 euro a confezione, il Pexion costa circa 42 euro. 42 euro che si ripetono più volte al mese. Può un farmaco salvavita, necessario quotidianamente, avere un costo tale da rendere la cura del proprio cane quasi un lusso?

Non stiamo parlando di un integratore per lucidare il pelo, o di un collare di swarovski: stiamo parlando di un farmaco senza il quale l’animale potrebbe arrivare a danni cerebrali gravi e a morte, dolorosamente. Stiamo parlando di una necessità di base, che dovrebbe essere accessibile a qualunque proprietario di animale, dal più ricco al meno abbiente.

Stiamo parlando del fatto che la possibilità di cura per queste patologie non dovrebbe dipendere dalla disponibilità pecuniaria di chi ama un animale, e lo ama affrontando un percorso di malattia e dolore.

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MrsBubba

Da vicino nessuno è normale. Neppure io. Editor, community manager, social qualcosa. Soprattutto lettrice. Parole, musica, cibo, tech, gatti e canetti. Gamer before it was cool. Sempre con la valigia, di città in città, di vita in vita, di storia in storia. Sono come sono, cerco di cambiare. Non son più quella di una volta. Scrivo per ricordare, ma poi mi scordo lo stesso.

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4 Comments

  1. Rodolfa 23 giugno 2014 at 21:11

    In questo caso il dolore è assicurato e la terapia giusta normale. Non è un caso raro, tutti i gatti possono essere epilettici. Non è meglio cambiare questa legge scema?

    • Mrs Bubba 15 luglio 2014 at 22:58

      Trovo questa legge profondamente ingiusta anche su tutti gli altri farmaci, a partire dal semplice antibiotico (amoxicillina + clavulanico) che ha costi esageratamente più alti per quanto riguarda gli animali, per continuare poi con tutte le terapie vita natural durante.

  2. dott. Marco Morri 21 agosto 2014 at 16:02

    Nessun Veterinario è obbligato a prescrivere il Pexion (Imepitoina) al posto del Gardenale o Luminale (Fenobarbitale), non diciamo fesserie sono due principi attivi diversi. Nel caso esista un farmaco veterinario con lo stesso principio attivo di uno usato in umana allora il Veterinario ha l’obbligo di legge di prescrivere quello ad uso veterinariosi; e qui è il vero problema. L’industrie farmaceutiche hanno più potere delle banche e simili.

    • Mrs Bubba 24 agosto 2014 at 20:33

      Secondo il Decreto Legislativo 193/2006, “Attuazione della direttiva 2004/28/CE recante codice comunitario dei medicinali veterinari”, del 6 aprile 2006, G.U. n. 121 del 26 maggio 2006 – Supplemento Ordinario n. 127.
      Art. 10.
      Uso in deroga per animali non destinati alla produzione di alimenti

      1. Ove non esistano medicinali veterinari autorizzati per curare una determinata affezione di specie animale non destinate alla produzione di alimenti, il veterinario responsabile può, in via eccezionale, sotto la sua diretta responsabilità ed al fine di evitare all’animale evidenti stati di sofferenza, trattare l’animale interessato:

      a) con un medicinale veterinario autorizzato in Italia per l’uso su un’altra specie animale o per un’altra affezione della stessa specie animale;
      b) in mancanza di un medicinale di cui alla lettera a):
      1) con un medicinale autorizzato per l’uso umano. In tal caso il medicinale può essere autorizzato solo dietro prescrizione medico veterinaria non ripetibile;

      In soldoni, per quel che è dato quindi dalla legge, prima bisogna scegliere come terapia d’elezione il farmaco veterinario. Se non esiste allora si può ricorrere a un farmaco veterinario per altra specie e infine all’umano. Nessuna menzione al principio attivo. In questo caso il farmaco Pexion è autorizzato per l’uso veterinario, ergo un veterinario sarà tenuto a prescriverlo. Solo in caso eccezionale potrà ricorrere a Luminale e Gardenale.