Pane “stile umbro” con pasta madre

Pizza umbraCasualmente stando a Roma ho assaggiato la cosiddetta “pizza umbra” o “pane umbro”: una specie di brioche lievitata con uova e formaggio dal sapore veramente eccezionale che è diventata una sorta di droga. Ho quindi cominciato a rifarlo seguendo varie ricette dalla rete.

Ieri ho guardato il frigo e ho visto che avevo un paio di uova e del pecorino romano da consumare, e la scelta è stata presto fatta: ho rinfrescato la pasta madre e ho preparato del pane umbro con quel che c’era, quindi alterando le dosi a mio piacere. Ovviamente se volete potete seguire la ricetta originale: quella con cui mi sono trovata meglio finora è quella del sito La Mia Umbria, che vi riporto.

500 gr. di farina, 100 gr. di pecorino, 150 gr. di parmigiano, 150 gr di pecorino a pezzi, un bicchiere di olio, un bicchiere di latte, 4 uova, sale, pepe, 150 gr. di lievito di birra.
Mescolare le uova con il pecorino e parmigiano, unire la farina setacciata, l’olio, sciogliere il lievito nel latte ed unire al tutto salare e pepare a piacimento. Rovesciare il composto in due tielle strette e alte (si trovano in commercio sono proprio per la focaccia pasquale) deve arrivare a metà, infilare in verticale i pezzi di becorino precedente tagliati a bastoncino coprire con un canavaccio e far lievitare fino a che non raddoppino di volume. Accendere il forno a 280°C farlo scaldare e abbassare a 190°C e far cuocere. Sfornare quando la superficie risulta dorata.

Io ho sostituito una parte della farina con 100g di pasta madre, togliendo anche il bicchiere di latte, e usando una pasta madre ben forte dato che deve far lievitare un composto con uova e formaggio. Ho anche evitato il pecorino a pezzetti all’interno.

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MrsBubba

Da vicino nessuno è normale. Neppure io. Editor, community manager, social qualcosa. Soprattutto lettrice. Parole, musica, cibo, tech, gatti e canetti. Gamer before it was cool. Sempre con la valigia, di città in città, di vita in vita, di storia in storia. Sono come sono, cerco di cambiare. Non son più quella di una volta. Scrivo per ricordare, ma poi mi scordo lo stesso.

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