La posta dell’editore IV

Io suppongo, ma è mera ipotesi, badate bene, che i generi letterari dipendano anche dal proprio contesto storico, politico e culturale. Insomma, se la sostanza è quasi sempre universale – tanto da non potersi più parlare di originalità – la forma è invece contestuale, in relazione all’epoca e al mezzo utilizzato.

Di parere opposto l’autore di questa mail inviata in redazione:

Buongiorno,
mi chiamo XXX, ho XX anni e studio Lettere moderne a XXX.
Da poco ho terminato il mio “libro”, XXX: è un’opera poetica, scritta in rima incatenata […]. Tema centrale dell’opera è l’amore […]: amore assoluto, oblativo, passionale, conducente alla pazzia, utopico, impossibile, ecc…
[…] La silloge è suddivisda in 22 XXX, per tremila abbondanti versi.
A questo punto, se siete interessati, vi mando in allegato il mio lavoro.
Vi ringrazio per la cortese attenzione.
Cordialmente,
XXX

Il ragionamento anche qui è semplice: cosa vuoi ottenere scrivendo? Se è la soddisfazione personale e giustissima di aver partorito un’opera, anche arzigogolata, allora hai fatto benissimo a scegliere quella forma. Se vuoi essere pubblicato, ovvero confrontarti col pubblico, devi sforzarti, almeno, di renderti comprensibile, di usare gli strumenti propri della tua epoca, di capire con chi stai parlando.

Perché i fantasmi ottocenteschi sono anche folcloristici nelle case antiche, ma non comprano certo libri. In questo caso il consiglio è preparare un bell’ebook e distribuirlo gratuitamente, per incappare in quell’uno su mille che apprezza la poesia, e di smetterla di fare perdere tempo a chi, coi libri, ci lavora.

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MrsBubba

Da vicino nessuno è normale. Neppure io. Editor, community manager, social qualcosa. Soprattutto lettrice. Parole, musica, cibo, tech, gatti e canetti. Gamer before it was cool. Sempre con la valigia, di città in città, di vita in vita, di storia in storia. Sono come sono, cerco di cambiare. Non son più quella di una volta. Scrivo per ricordare, ma poi mi scordo lo stesso.

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14 Comments

  1. etnagigante 11 gennaio 2010 at 15:15

    Livia, magari avevi tra le mani un genio poetico incompreso (magari anche no). Forse il poeta in questione subiva ancora gli effetti della sua musa ispiratrice per accorgersi che non pubblicate poesie?
    Ora ti lascio, devo inviare il mio manoscritto sui vampiri alle Edizioni Paoline

  2. etnagigante 11 gennaio 2010 at 16:15

    Livia, magari avevi tra le mani un genio poetico incompreso (magari anche no). Forse il poeta in questione subiva ancora gli effetti della sua musa ispiratrice per accorgersi che non pubblicate poesie?
    Ora ti lascio, devo inviare il mio manoscritto sui vampiri alle Edizioni Paoline

  3. Carlotta 11 gennaio 2010 at 16:34

    Lettere moderne… pensa se studiava lettere antiche.

  4. Carlotta 11 gennaio 2010 at 17:34

    Lettere moderne… pensa se studiava lettere antiche.

  5. Izzy 11 gennaio 2010 at 18:41

    Beh, ma che pretendi, Livia? L’autore che arriva a comprendere i meccanismi dell’editoria e la situazione del mercato letterario italiano, semplicemente smette di scrivere. O per lo meno smette di perdere tempo a spedire opere in giro(piccola provocazione ma per favore non linciatemi :P).
    ***
    Ricordati di mandargli il rifiuto in rima, che altrimenti rischia di non comprendere il significato dell’email. E ricordati anche di iniziare con un “Oibò” XD

  6. Izzy 11 gennaio 2010 at 19:41

    Beh, ma che pretendi, Livia? L’autore che arriva a comprendere i meccanismi dell’editoria e la situazione del mercato letterario italiano, semplicemente smette di scrivere. O per lo meno smette di perdere tempo a spedire opere in giro(piccola provocazione ma per favore non linciatemi :P).
    ***
    Ricordati di mandargli il rifiuto in rima, che altrimenti rischia di non comprendere il significato dell’email. E ricordati anche di iniziare con un “Oibò” XD

  7. Livia 12 gennaio 2010 at 6:51

    Pensavo di iniziare con “acciderbole” che fa sempre il suo effetto.
    Per rispondere a Carlotta, penso che avrebbe mandato lo stesso testo, ma in greco. Antico, chiaramente.
    Genio o non genio è uno dei tanti per cui conta avere il nome su un libro; mi spiego: se io fossi uno scrittore, diciamo di distopie, vorrei essere pubblicato da un certo tipo di editore. Avrei un obiettivo e farei di tutto per perseguirlo, ma questo “di tutto” non comprenderebbe spedirlo a editori di saggi o di romanzi erotici. Piuttosto mi darei da fare per conoscere il mio potenziale editore: come ha “reclutato” gli altri autori, dove si trova ecc.

  8. Livia 12 gennaio 2010 at 7:51

    Pensavo di iniziare con “acciderbole” che fa sempre il suo effetto.
    Per rispondere a Carlotta, penso che avrebbe mandato lo stesso testo, ma in greco. Antico, chiaramente.
    Genio o non genio è uno dei tanti per cui conta avere il nome su un libro; mi spiego: se io fossi uno scrittore, diciamo di distopie, vorrei essere pubblicato da un certo tipo di editore. Avrei un obiettivo e farei di tutto per perseguirlo, ma questo “di tutto” non comprenderebbe spedirlo a editori di saggi o di romanzi erotici. Piuttosto mi darei da fare per conoscere il mio potenziale editore: come ha “reclutato” gli altri autori, dove si trova ecc.

  9. Enrica 12 gennaio 2010 at 15:38

    Non è mica detto che chi sia bravo a scrivere sia altrettanto bravo a, passami il termine poco sofisticato, “vendersi”.
    La mail che hai ricevuto sembra anche a me presa da uno schema Bignami per la corrispondenza commerciale anni ’70, e quello che ottiene non è esattamente ciò che credo desiderasse, ma mi sembra che tu sia un pò troppo arrogante nel rispondere cito testualmente: “…e di smetterla di fare perdere tempo a chi, coi libri, ci lavora.” in fin dei conti non ti è piaciuta la mail o l’opera poetica? Perdonami, ma tu di cosa ti occupi?

  10. Enrica 12 gennaio 2010 at 16:38

    Non è mica detto che chi sia bravo a scrivere sia altrettanto bravo a, passami il termine poco sofisticato, “vendersi”.
    La mail che hai ricevuto sembra anche a me presa da uno schema Bignami per la corrispondenza commerciale anni ’70, e quello che ottiene non è esattamente ciò che credo desiderasse, ma mi sembra che tu sia un pò troppo arrogante nel rispondere cito testualmente: “…e di smetterla di fare perdere tempo a chi, coi libri, ci lavora.” in fin dei conti non ti è piaciuta la mail o l’opera poetica? Perdonami, ma tu di cosa ti occupi?

  11. Livia 12 gennaio 2010 at 16:04

    Non di poesia. Ed è cosa nota. È inutile, fa perdere tempo ed è poco rispettoso chiedere a qualcuno di valutare qualcosa che non ha attinenza col suo lavoro contattandolo proprio sul lavoro.
    Riporto un esempio che ho fatto altrove: se fossi idraulico non penso che a qualcuno salterebbe in mente di chiedermi di aggiustare un televisore.
    Se in via amicale, per chi conosco benissimo, posso anche provarci, sul lavoro no.

  12. Livia 12 gennaio 2010 at 17:04

    Non di poesia. Ed è cosa nota. È inutile, fa perdere tempo ed è poco rispettoso chiedere a qualcuno di valutare qualcosa che non ha attinenza col suo lavoro contattandolo proprio sul lavoro.
    Riporto un esempio che ho fatto altrove: se fossi idraulico non penso che a qualcuno salterebbe in mente di chiedermi di aggiustare un televisore.
    Se in via amicale, per chi conosco benissimo, posso anche provarci, sul lavoro no.

  13. Enrica 12 gennaio 2010 at 17:30

    Allora, a maggior ragione, non vedo il motivo di criticare così apertamente la forma di una mail, il cui contenuto non è nemmeno attinente con il tuo lavoro, e per dirla tutta, visto che immagino tu prenda sul serio la tua attività di editore, non lo vedo neanche tanto professionale.
    Questo sito, che ho sempre considerato interessante, non mi sembra proprio il luogo adatto per un intervento che sa più di pettegolezzo civettuolo che di altro, il “Grande Fratello” lo sarebbe di più.

  14. Enrica 12 gennaio 2010 at 18:30

    Allora, a maggior ragione, non vedo il motivo di criticare così apertamente la forma di una mail, il cui contenuto non è nemmeno attinente con il tuo lavoro, e per dirla tutta, visto che immagino tu prenda sul serio la tua attività di editore, non lo vedo neanche tanto professionale.
    Questo sito, che ho sempre considerato interessante, non mi sembra proprio il luogo adatto per un intervento che sa più di pettegolezzo civettuolo che di altro, il “Grande Fratello” lo sarebbe di più.