Il pazzesco mago Wiz, Parker e Hart

Ogni tanto a ripescare dai vecchi bauli, dagli angoli dimenticati delle librerie, si scoprono libri attuali, che potrebbero essere stati scritti non più tardi di ieri ma invece appartengono a qualche decade fa. È la sensazione che ho avuto leggendo Il pazzesco mago Wiz, edito per Mondadori nel 1974 e da allora piuttosto – ingiustamente – obliato.

Sono strisce realizzate dagli stessi Parker e Hart famosi per essere i creatori di B.C., di maggior successo, e che portano lo stesso accento satirico e successo con sé. Questa volta il soggetto è molto diverso, e molto attuale: protagonista un regno con le sue storie, i suoi personaggi tipici.

I protagonisti sono tanto semplici da risultare iconici: un regnante-dittatore molto basso e molto vanesio, un mago di corte svampito, il nostro Wiz appunto, guardie dalla lingua lunga, un buffone ubriacone e un popolo povero, ironico e sempre nei guai. Attorno a questi caratteri si sviluppano una serie di vignette satiriche che potrebbero essere pensate dai vignettisti moderni.

Ognuno di loro infatti è una caricatura, come si può intuire anche dal tipo di tratto utilizzato, deformante e divertente già di per sé; e i testi caustici seppur brevi fanno sorridere ancora, senza dover ricorrere ad artifici o all’uso sempre più diffuso del turpiloquio come forma di intrattenimento. Straniante anche il fatto che il regno sia attualizzato, con forti anacronie che fanno risaltare ancora di più i tratti moderni.

Non so dire chi stessero parodiando allora i due autori, so però che due o tre riferimenti attualissimi mi vengono in mente, senza dovermi sforzare più di tanto. Se volete farvi una risata distesa e ritrovare un sapore antico di battute caustiche e ironia, questo è sicuramente il fumetto giusto.

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MrsBubba

Da vicino nessuno è normale. Neppure io. Editor, community manager, social qualcosa. Soprattutto lettrice. Parole, musica, cibo, tech, gatti e canetti. Gamer before it was cool. Sempre con la valigia, di città in città, di vita in vita, di storia in storia. Sono come sono, cerco di cambiare. Non son più quella di una volta. Scrivo per ricordare, ma poi mi scordo lo stesso.

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1 Comment

  1. Tonio Caprino 22 novembre 2010 at 10:43

    pienamente d’accordo. Almeno due volte l’anno la ripesco dalla libreria e mi ripasso le vignette sempre piu’ attuali con i personaggi di oggi.