Analfabeti e paure – Ismaele blog

La cosa più spaventosa letta oggi è la rubrica di Tullio de Mauro su Internazionale. Dice che l’80% degli italiani avrebbe un livello di alfabetizzazione scarsissimo o nullo.

Parliamo dell’aspetto politico di questo dato, al di là delle sue più ovvie ricadute culturali: un Paese in cui solo il 20% della popolazione sa leggere, scrivere e far di conto è un Paese in cui pochi eletti possono leggere un articolo di giornale e comprendere il significato di quello che hanno sotto gli occhi.
Un Paese dove le dinamiche politiche, economiche e sociali, anche le più basilari, non sono comprensibili, perché spesso divulgate mediante un supporto scritto, o in una forma che presuppone una conoscenza della espressione grafica.

In un Paese del genere la democrazia è costantemente a rischio, perché il voto si affida sull’opinione di chi non ha gli strumenti per formarsi un’opinione. Questo significa terreno fertile per il populismo e per l’autoritarismo.

Cose di cui avere paura, Ismaele

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MrsBubba

Da vicino nessuno è normale. Neppure io. Editor, community manager, social qualcosa. Soprattutto lettrice. Parole, musica, cibo, tech, gatti e canetti. Gamer before it was cool. Sempre con la valigia, di città in città, di vita in vita, di storia in storia. Sono come sono, cerco di cambiare. Non son più quella di una volta. Scrivo per ricordare, ma poi mi scordo lo stesso.

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7 Comments

  1. Izzy 15 marzo 2010 at 18:01

    Se fosse vero, vorrebbe dire che 8 persone su dieci che conosco sono analfabeti. Cosa che non mi risulta. Inoltre loro parlano di incomprensione della lingua scritta e incapacità ad eseguire operazioni matematiche basilari. Ok denigrare le scuole e le università, ma bene o male chiunque abbia la terza media sa per forza di cose leggere scrivere e 1+1. Io non ci credo al loro 80%.

  2. Izzy 15 marzo 2010 at 19:01

    Se fosse vero, vorrebbe dire che 8 persone su dieci che conosco sono analfabeti. Cosa che non mi risulta. Inoltre loro parlano di incomprensione della lingua scritta e incapacità ad eseguire operazioni matematiche basilari. Ok denigrare le scuole e le università, ma bene o male chiunque abbia la terza media sa per forza di cose leggere scrivere e 1+1. Io non ci credo al loro 80%.

  3. Livia 16 marzo 2010 at 5:05

    @Izzy: considerare l’Italia a partire dal proprio microcosmo è un’operazione pericolosa. Io, per il mio peculiare lavoro, sono a contatto con persone che parlano e scrivono mediamente bene, ma non posso portarli a misura di un intero popolo.
    Inoltre ti posso confermare personalmente che buona parte delle persone ha difficoltà a capire testi anche semplici, e gran parte dei laureandi ha difficoltà a scrivere piccoli testi.
    Poi, qui non si discetta di “saper leggere e scrivere e 1+1”; il pezzo è incentrato sul saper comprendere un testo e saper fare operazioni matematiche di base, e davvero non tutti sanno fare una divisione o una moltiplicazione senza calcolatrici o computer. Questo è “analfabetismo di ritorno”, e le cifre dell’indagine non mi sembrano affatto esagerate.

  4. Livia 16 marzo 2010 at 6:05

    @Izzy: considerare l’Italia a partire dal proprio microcosmo è un’operazione pericolosa. Io, per il mio peculiare lavoro, sono a contatto con persone che parlano e scrivono mediamente bene, ma non posso portarli a misura di un intero popolo.
    Inoltre ti posso confermare personalmente che buona parte delle persone ha difficoltà a capire testi anche semplici, e gran parte dei laureandi ha difficoltà a scrivere piccoli testi.
    Poi, qui non si discetta di “saper leggere e scrivere e 1+1”; il pezzo è incentrato sul saper comprendere un testo e saper fare operazioni matematiche di base, e davvero non tutti sanno fare una divisione o una moltiplicazione senza calcolatrici o computer. Questo è “analfabetismo di ritorno”, e le cifre dell’indagine non mi sembrano affatto esagerate.

  5. Izzy 16 marzo 2010 at 19:35

    Però il mio microcosmo non è fatto di laureati… XD
    E poi, scusa, se si va dietro alla logica del “microcosmo personale”, chiunque può spararla grossa che ha sempre ragione. Potrebbero dire che il 90 per cento dei maschi ha il pene lungo un metro, e la mia opinione sarebbe nulla solo perché in vita mia ho visto pochi membri maschili altrui? Preferisco valutare le persone per quello che fanno e sono, e non per una qualche ricerca dall’intento allarmistico. Chi ho attorno non è un genio, ma sono sicuro che sappiano comprendere un testo scritto. Poi dipende dal testo che hanno usato per l’esperimento…
    ***
    Se rifacessero fare l’esame di teoria della patente agli over 35, dalla carta verrebbe fuori che nessuno sa guidare. Ma sarebbe corretto affermarlo?
    ***
    Tutti a fare un dramma se la gente si dimentica le tabelline. Ma tu sapresti accendere un fuoco senza accendino, con pietra focaia o solo un paio di legnetti? Avrebbe senso continuare a farlo solo per dimostrare di saperlo fare? Secondo me, tabelline e operazioni a mente sono la stessa cosa: superate. Nella vita di tutti i giorni non si ha tempo per prendere carta e penna e mettersi a far di conto, o non ci si può permettere di sbagliare per aver voluto calcolare a mente. E lo dico da amante di giochi tipo Maths Training. Se non lo si fa, si dimentica come farlo. Logico. E non mi sembra neppure grave.

  6. Izzy 16 marzo 2010 at 20:35

    Però il mio microcosmo non è fatto di laureati… XD
    E poi, scusa, se si va dietro alla logica del “microcosmo personale”, chiunque può spararla grossa che ha sempre ragione. Potrebbero dire che il 90 per cento dei maschi ha il pene lungo un metro, e la mia opinione sarebbe nulla solo perché in vita mia ho visto pochi membri maschili altrui? Preferisco valutare le persone per quello che fanno e sono, e non per una qualche ricerca dall’intento allarmistico. Chi ho attorno non è un genio, ma sono sicuro che sappiano comprendere un testo scritto. Poi dipende dal testo che hanno usato per l’esperimento…
    ***
    Se rifacessero fare l’esame di teoria della patente agli over 35, dalla carta verrebbe fuori che nessuno sa guidare. Ma sarebbe corretto affermarlo?
    ***
    Tutti a fare un dramma se la gente si dimentica le tabelline. Ma tu sapresti accendere un fuoco senza accendino, con pietra focaia o solo un paio di legnetti? Avrebbe senso continuare a farlo solo per dimostrare di saperlo fare? Secondo me, tabelline e operazioni a mente sono la stessa cosa: superate. Nella vita di tutti i giorni non si ha tempo per prendere carta e penna e mettersi a far di conto, o non ci si può permettere di sbagliare per aver voluto calcolare a mente. E lo dico da amante di giochi tipo Maths Training. Se non lo si fa, si dimentica come farlo. Logico. E non mi sembra neppure grave.