Un altro sguardo sull’editoria

Complici i ragazzi del Writer’s Dream ed il loro lavoro di censimento degli editori, ho scoperto in rete un bell’articolo, che vorrei condividere con voi. Viene da Affaritaliani, ed è né più né meno quello che avrei scritto io (e che presumo scriverò prima o poi nel dettaglio). Ne estrapolo alcune parti, ma vi rimando alla lettura dell’articolo completo, molto interessante:

[…]Si sa, gli italiani sono un popolo di (aspiranti) scrittori (e la stessa cifra dei “4 milioni” lo dimostra): poesia, narrativa o saggistica, fa poca differenza. Pur di vedere il proprio nome stampato ben in evidenza sulla copertina di un libro, sono disposti a pagare (gli inglesi parlano giustamente di “Vanity Press”). Niente di illegale, intendiamoci. C’è chi con i propri risparmi si regala un viaggio, e chi, invece, preferisce donarsi un libro. La cifra che queste persone sono pronte a spendere? Dipende. Maria Grazia Cocchetti, autrice di “L’autore in cerca di editore”, edito dall’autorevole Editrice Bibliografica, fissa intorno ai 1.500/2.000 euro la cifra media che viene di volta sborsata all’editore per il libricino di turno.

Il problema è che spesso le case editrici a pagamento chiedono molto di più, e chi (tra i tantissimi esordienti che pagano) non sa che stampare 100 copie di un libro di 100 pagine, formato tascabile, copertina del libro in bianco e nero, rigorosamente con marchio ISBN, costa alla casa editrice di turno (o sarebbe meglio parlare di stampatori?) al massimo 3,50 euro a copia, spesso ci casca e sborsa cifre incredibili. Considerato che il digitale ha abbassato di molto i costi, si tratta, insomma, di veri e propri furti. Particolare da non tralasciare: nella maggior parte di questi casi, la distribuzione è pressoché inesistente. Anzi, l’autore è chiamato a comprarsi un certo numero di copie (a prezzo ridotto) per poi cercare di rivenderle personalmente. Di sicuro, da quello che si è appena detto, almeno dal punto di vista esclusivamente economico, all’aspirante scrittore farsi pubblicare a pagamento (d’altronde, lo dice la parola stessa…) non conviene, o conviene molto poco.

Ma come funziona in pratica? Le case editrici a pagamento nel loro sito hanno ben esposto un tariffario?
Magari ci fosse tanta trasparenza… No, non è così. Ci sono, al contrario, alcune diverse possibilità: c’è chi, ed è naturalmente il comportamento eticamente migliore, è chiaro sin dall’inizio e spiega immediatamente quali sono i termini della questione, e cioè quanto l’autore dovrà pagare, con che modalità e per cosa. Altri, la maggioranza, sono meno precisi, e fanno passare del tempo prima di informare l’aspirante esordiente che dovrà comprare obbligatoriamente per contratto alcune copie del libro a prezzo scontato. Ci sono poi tanti casi ibridi. Decine di blog e forum dedicati all’argomento (a conferma dell’ampiezza del fenomeno) permettono a chi è interessato di scoprire meglio le singole storie

Internet può essere molto d’aiuto nel nostro caso. Tanti siti, blog e forum, come abbiamo appena detto, parlano di questo tema. Ognuno racconta la propria esperienza, che spesso finisce per essere molto d’aiuto a chi, per sua fortuna, non è ancora entrato nel “vortice” della peggiore editoria a pagamento. Un esempio: in rete il blog degli scrittori esordienti “Writer’s Dream – Perché scrivere non è solo un sogno”. In questo spazio, tra le altre cose, di recente si è finiti inevitabilmente per parlare dell’argomento di questa inchiesta. Ed ecco il risultato: addirittura, quella che viene definita “La famosa lista E.A.P” (la sigla sta, naturalmente, per “editori a pagamento”. Ecco la lista). C’è un elenco di ben  37 case editrici “colpevoli”! Chiunque ne conosca altre, le può segnalare ai blogger, e verranno (dopo apposito controllo) aggiunte alla lista. Come è giusto che sia per un blog, segue discussione, con commenti spesso critici nei confronti della stessa “black list”. Di solito gli attacchi arrivano proprio dai responsabili delle case editrici coinvolte e “danneggiate”…

Insomma, un buon punto della situazione editoriale italiana, ed una ulteriore spiegazione della crisi della lettura.

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About author

MrsBubba

Da vicino nessuno è normale. Neppure io. Editor, community manager, social qualcosa. Soprattutto lettrice. Parole, musica, cibo, tech, gatti e canetti. Gamer before it was cool. Sempre con la valigia, di città in città, di vita in vita, di storia in storia. Sono come sono, cerco di cambiare. Non son più quella di una volta. Scrivo per ricordare, ma poi mi scordo lo stesso.

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2 Comments

  1. SFranz 11 gennaio 2009 at 18:55

    Ho visto il blog del writer’s dream. Ben fatto e interessante. Grazie di aver divulgato l’informazione.

  2. SFranz 11 gennaio 2009 at 19:55

    Ho visto il blog del writer’s dream. Ben fatto e interessante. Grazie di aver divulgato l’informazione.