Terminologia

Non molti post fa si parlava di ambientazioni esterofile e di scarsa coerenza o credibilità; per tutti gli scrittori che non sanno rinunciare alle varie Mary Sue e Mike oggi segnalo un blog che si occupa di questioni linguistiche, traduzione e localizzazione. È Terminologia, blog personale di Licia Corbolante, terminologa, appunto.

Licia “lavora nel mondo della localizzazione da parecchi anni, la maggior parte dei quali come Language Specialist e poi come Italian terminologist per Microsoft” – e sappiamo tutti quanto Microsoft abbia bisogno di bravi traduttori e localizzatori. E ha deciso di mettere la sua esperienza a disposizione di tutti discettando di problemi linguistici non da poco sulle sue pagine.

Terminologia è online da qualche mese ma ha un archivio vastissimo, che raccoglie articoli sparsi per la rete dall’autrice e ora consultabili in un punto unico. Gli argomenti spaziano dalle curiosità alle difficoltà di comprensione, dagli usi peculiari di una lingua all’impossibilità di capire alcuni giochi di parole, o persino i cartelli stradali di altre nazioni.

Così, se scrivendo si insinuasse in voi il dubbio di un termine scorretto, inglese, americano o irlandese, non sarebbe male che andaste consultare il blog, o porre la domanda direttamente all’autrice attraverso la mail disponibile.

Mi fa piacere avere un’alleata virtuale nella battaglia contro chi scambia l’apprendistato per un palcoscenico, storpiando il francese stage in un finto inglese, e avere un punto di riferimento per la tragica pronuncia dei nomi stranieri, sconosciuta ai più.

Vi lascio citando il suo post per il pesce d’aprile di quest’anno:

Molto attuale il pesce d’aprile di The Guardian di quest’anno .

Non all’altezza, però, di San Serriffe

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MrsBubba

Da vicino nessuno è normale. Neppure io. Editor, community manager, social qualcosa. Soprattutto lettrice. Parole, musica, cibo, tech, gatti e canetti. Gamer before it was cool. Sempre con la valigia, di città in città, di vita in vita, di storia in storia. Sono come sono, cerco di cambiare. Non son più quella di una volta. Scrivo per ricordare, ma poi mi scordo lo stesso.

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