San Gennoir, a cura di Chierchia

San gennoir -  a cura di Gennaro ChierchiaDiciamocelo: un po’ San Gennaro, col rito del sangue, richiama il noir per sua natura. Nulla di più sensato dunque di proporre una raccolta noir ambientata a Napoli e dintorni, e intitolarla, forse anche con scaramanzia, al santo protettore. San Gennoir, allora, curato da Gennaro (ancora!) Chierchia, a raccogliere testi di scrittori famosi e meno sulle storie di sangue partenopee.

Vedi Napoli e poi muori assume qui un senso pieno e non metaforico. Sono trame gialle, nere, fantastiche, ordinarie e straordinarie a comporre le duecentoventi pagine di racconti, a volte minimi a volte corposi, che descrivono Napoli e la sua folla variegata di abitanti, non solo delinquenti e non solo santi: dai veri e propri omicidi alle rievocazioni di passati magici o mistici, persino un brevissimo copione, tutto in un’ottica nera, nerissima.

Il rischio, quando si parla di sud, di Napoli in particolare, è sempre quello di cadere negli stereotipi, nella macchietta che ridicolizza e deforma; qui per fortuna (e sapienza) il rischio è pienamente scampato, dato che le narrazioni sono affidate a scrittori che hanno un forte legame coi luoghi narrati, per nascita o per elezione. La loro bravura sta nel giusto equilibrio tra il descrivere una realtà difficile senza ipocrisie e il non esagerarla per creare un effetto più “patetico”, nel senso originario del termine.

Tra i racconti, come sempre, ci sono quelli più o meno riusciti; uno su tutti, però, secondo me è una vera perla, perfetto parola per parola: Mammarella; nonostante si rifaccia a un tema già sentito e visto mille volte, sia su carta sia su pellicola, la narrazione limpida, lo stile netto e la struttura ben delineata ne fanno un capolavoro di una manciata di pagine. In ogni caso il livello qualitativo è molto alto in tutti i testi, e il maggiore o minore piacere deriva unicamente dal gusto personale.

Per quanto riguarda l’edizione in sé ho trovato molto gradevole la scelta della copertina e del colore, ma anche quella di inserire gli autori, davvero tanti, sulla prima, benché fosse un’operazione complessa. Ottimo anche l’editing, anche se, di tanto in tanto, si incontri qualche vedova e qualche orfano. Purtroppo il  rimando al sito ufficiale riportato in quarta di copertina non è funzionante, per cui vi lascio come di consueto il solo link a IBS.

Da leggere per conoscere un aspetto di Napoli sicuramente ineludibile ma “meno scuro di mezzanotte”.

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About author

MrsBubba

Da vicino nessuno è normale. Neppure io. Editor, community manager, social qualcosa. Soprattutto lettrice. Parole, musica, cibo, tech, gatti e canetti. Gamer before it was cool. Sempre con la valigia, di città in città, di vita in vita, di storia in storia. Sono come sono, cerco di cambiare. Non son più quella di una volta. Scrivo per ricordare, ma poi mi scordo lo stesso.

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