Poesie da decubito

Tempo fa, in una discussione di FF, un amico proponeva una poesia interessante. O un’antipoesia interessante. Proveniva da Poesie da decubito, che ha il significativo sottotitolo Noi poeti laureati quando incontriamo poeti diplomati vinciamo facile.

Ora, è arcinoto che io non sia una intenditrice di poesia, quindi il mio parere vale all’incirca un soldo bucato, tuttavia trovo molto interessante questo tumblr (e per chi non sapesse cos’è – come me fino a poco tempo fa – ecco in soccorso Wikipedia) e irriverenti le poesie.

Per capire il genere, forse può essere utile una citazione:

Noi non sapremmo
Voi femmine e donne e madri
e doloriparti e universifemminili
io in generale sono d’accordo.
Noi sapremmo fare gli esseri da dentro?
Noi sapremmo lattare e portar proteggislìp?
No, noi non sapremmo.
Per quello.
Le femmine sono abbastanza importanti,
come metà universi sapresti trovarne meglio?
No, tu non sapresti.
E allora taci, uomo nerboruto
taci naturale e vago stinto
taci, persino, vergoduro mattiniero.
Se vedi roba di piastre, postialsoli e fondotinti.
Taci, se vedi.
Le donne non si toccano nemmeno con un dildo.

Insomma, per proseguire le nostre letture domenicali un po’ di poesia non ci ucciderà, soprattutto se pensata da un “poeta laureato”.

Share Button
Tagged with:

About author

MrsBubba

Da vicino nessuno è normale. Neppure io. Editor, community manager, social qualcosa. Soprattutto lettrice. Parole, musica, cibo, tech, gatti e canetti. Gamer before it was cool. Sempre con la valigia, di città in città, di vita in vita, di storia in storia. Sono come sono, cerco di cambiare. Non son più quella di una volta. Scrivo per ricordare, ma poi mi scordo lo stesso.

Related Articles

4 Comments

  1. izzy 21 giugno 2009 at 14:03

    Boh? Più che poesia mi fanno venire in mente i pamphlet. Sarà che anche io aborro il genere, e nella mia abissale ignoranza mi aspetterei che una poesia avesse l’intento di far provare dei sentimenti, non innescare un semplice sorriso storto. Mi sembra pretenzioso definirle poesia. Ma, come detto, io non leggo poesia, perciò…

  2. izzy 21 giugno 2009 at 16:03

    Boh? Più che poesia mi fanno venire in mente i pamphlet. Sarà che anche io aborro il genere, e nella mia abissale ignoranza mi aspetterei che una poesia avesse l’intento di far provare dei sentimenti, non innescare un semplice sorriso storto. Mi sembra pretenzioso definirle poesia. Ma, come detto, io non leggo poesia, perciò…

  3. Alessandro Puglisi 21 giugno 2009 at 14:40

    La “poesia” è veramente geniale. 😀

  4. Alessandro Puglisi 21 giugno 2009 at 16:40

    La “poesia” è veramente geniale. 😀