Poesia dorsale

Ogni tanto gli accostamenti dei titoli creano curiosi giochi, frasi intere di senso compiuto. Da questo presupposto nasce Poesia dorsale, ideata da un graphic designer e fotografo, Silvano Belloni, guardando un po’ di libri affastellati. Chiunque può farla, con esiti più o meno poetici. Basta trovare i titoli giusti, impilarli e scattare una foto. Sì, la foto è necessaria perché il gioco dorsale è eminentemente visivo, e va fermato più che su carta per immagini. Lascio la parola ai creatori:

L’aspetto ludico della poesia dorsale è quello ci sta più a cuore. E crediamo che si possa mettere in pratica in vari modi. Ad esempio, si dice che il libro sia un regalo difficile. In una libreria dell’usato, se ne possono comprare 4 di seconda mano al prezzo di uno nuovo. Con il risultato che almeno un titolo lo si azzecca di sicuro, spesso ne scappano anche 2, e in più c’è il valore aggiunto della propria poesia dorsale. Oppure può essere un modo nuovo per passare una serata. È sufficiente una biblioteca anche minima per comporre una poesia dorsale, di cui si può essere autori collettivi oppure fare una gara a chi realizza la più bella.

Comunque, a guadagnarci sempre è il libro. Nel primo caso, curiosando in libreria, capita di imbattersi in opere, autori e generi mai frequentati, col rischio di fare scoperte piacevoli. Nella seconda ipotesi, è la propria casa a rivelarsi una miniera di libri dimenticati e impolverati, e un libro dimenticato e impolverato non fa onore a chi lo possiede.

La poesia dorsale è un’attività performativa nel senso più ludico del termine. Questo, perlomeno, per noi che l’abbiamo inventata. In ogni caso, nasce guardando i libri.
Quando si compone una poesia dorsale i libri devono essere fisicamente presenti, perché, a mettere in fila dei titoli presi dai cataloghi delle case editrici, è capace qualsiasi computer.

Inoltre la poesia dorsale è nata da uno spunto visivo e perciò va scattata una foto, subito, alla prima versione convincente, che poi resta l’unica e sola testimone della propria creazione. Questo perché, a perfezionarne i versi con titoli scelti successivamente per avere completezza formale e di contenuto, è capace qualsiasi… poeta. Si fa per provocare, naturalmente. In realtà, non esiste nessuna presunzione artistica; quella, se volete, va cercata nelle immagini del fotografo.

Il poeta dorsale, invece, è semplicemente un grande amante dei libri che, come tutti i grandi amanti dei libri, ne possiede molti e vi è affezionato anche “fisicamente”; se volete farlo soffrire, ad esempio, ditegli che il futuro è nell’e book. Ci riuscirete di sicuro.

Però una cosa è certa: prendendo in prestito dei titoli per comporre una poesia dorsale, gli si dà un significato diverso dall’originale.
Se non è facile fare una bella poesia dorsale, riuscire a “farla propria” è quindi meno raro del previsto. Certo, alcune sembrano accanirsi nell’incompiutezza. Ma, da essere impantanati nelle difficoltà a ritrovare il filo con la freschezza della scoperta, è un attimo. Provateci. È così.

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About author

MrsBubba

Da vicino nessuno è normale. Neppure io. Editor, community manager, social qualcosa. Soprattutto lettrice. Parole, musica, cibo, tech, gatti e canetti. Gamer before it was cool. Sempre con la valigia, di città in città, di vita in vita, di storia in storia. Sono come sono, cerco di cambiare. Non son più quella di una volta. Scrivo per ricordare, ma poi mi scordo lo stesso.

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