Parola di Paolo Albani

Quello delle biblioteche immaginarie o degli pseudobiblia (termine quest’ultimo coniato da Lyon Sprague De Camp in «The Unwritten Classics» apparso sulla The Saturday Review of Literature del 29 marzo 1947) è un vero e proprio genere letterario, su cui si sono esercitati numerosi scrittori: si pensi in primo luogo a François Rabelais che, con il suo burlesco catalogo della Biblioteca di San Vittore, è un po’ l’inventore di questo tipo di fantasie bibliografiche, o più recentemente alle «finzioni da bibliofilo» di Jorge Luis Borges, e ancora alle recensioni di Stanislaw Lem in Doskonala próznia (Vuoto assoluto) (1974) per arrivare fino al falso manuale di letteratura contenuto ne La literatura nazi en América (1996) di Roberto Bolaño.

Paolo Albani, Un curioso genere letterario (mi è tornato in mente perché si parla anche di “Bibliofagia, ovvero dell’atto o della consuetudine di mangiare i libri”
che è in qualche modo un esempio di bibliofilia estrema)

Via Pensieri Spettinati

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MrsBubba

Da vicino nessuno è normale. Neppure io. Editor, community manager, social qualcosa. Soprattutto lettrice. Parole, musica, cibo, tech, gatti e canetti. Gamer before it was cool. Sempre con la valigia, di città in città, di vita in vita, di storia in storia. Sono come sono, cerco di cambiare. Non son più quella di una volta. Scrivo per ricordare, ma poi mi scordo lo stesso.

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