Parola di Daniel Wallace (su Inutile)

Poi mi sorrise, amichevolmente, e così come sapevo  settimane prima che saremmo finiti a letto quella notte,  così capivo che non sarebbe successo di nuovo. Non  avrebbe funzionato. Sapevo che non ci saremmo più  rivisti, a causa di quella foto che tenevo sul mio comò e  perché la luce la illuminava quel tanto che bastava perché  entrambi la vedessimo. Il modo in cui disse la prossima  volta che ti dovesse capitare. Intendeva, la prossima  donna. La prossima lei. E pensai, Fantastico. Fantastico  come avrei dovuto rifare tutto daccapo, i film e le cene, i baci graduali, il gioco della seduzione, capirsi a vicenda,  tutto per finire sempre lì. Cristo, pensai, dovrò rifarlo per  dieci volte, o anche di più. Chi poteva dirlo? Non io: ero  l’ultimo che poteva saperlo. L’ultimo in tutto il mondo. E  all’improvviso fui contento di aver tenuto quella foto di  mia moglie sulla credenza, illuminata dalla luce, così che  potessimo tutti vedere di chi fosse la colpa. La odiai, la odiai fortissimo in quel momento. Ma passò.

Daniel Wallace, A night like this

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MrsBubba

Da vicino nessuno è normale. Neppure io. Editor, community manager, social qualcosa. Soprattutto lettrice. Parole, musica, cibo, tech, gatti e canetti. Gamer before it was cool. Sempre con la valigia, di città in città, di vita in vita, di storia in storia. Sono come sono, cerco di cambiare. Non son più quella di una volta. Scrivo per ricordare, ma poi mi scordo lo stesso.

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