Intervista a Chiara Fattori – Intermezzi

Ti giro una domanda che mi fanno in molti e spesso: perché aprire una casa editrice, di quelle oneste, in un periodo di “recessione culturale” nonché economica?

La casa editrice era un mio sogno da tanto tempo, ho avuto la fortuna di incontrare Manuele e Attilio che mi hanno aiutato a realizzarlo. Non abbiamo pensato alla recessione, né a quella economica né a quella culturale, abbiamo fatto quello che ci sentivamo di fare con un pizzico di incoscienza e tanto coraggio. Inoltre non credo ci sia altro modo per combattere la recessione se non quello di mostrarsi coraggiosi e innovativi, e cercare di combattere la deriva culturale che stiamo vivendo.

Tre persone, quindi; ci parli un po’ dei vostri ruoli?

Io sono quella che si chiama la “direttrice editoriale”: leggo le proposte editoriali che arrivano in redazione e scelgo cosa pubblicare, poi mi occupo dell’editing e della correzione delle bozze. Attilio Scullari è il nostro grafico e webmaster: fa l’impaginazione, le copertine e la grafica dei prodotti multimediali. Manuele Vannucci è il responsabile della comunicazione, organizza le presentazioni, tiene i contatti con la stampa. Poi è chiaro che quando si è in pochi e con una struttura non ancora ben delineata come la nostra, tutti si cerca di fare tutto e di impegnarsi al massimo.

Quali sono le difficoltà iniziali?

Le difficoltà sono tante. La decisione di fondare la casa editrice è avvenuta nel 2007: abbiamo fatto l’atto dal notaio e cominciato allora tutto l’iter burocratico; poi per essere perfettamente attivi ci è voluto un anno. Il primo libro è uscito a giugno del 2008. questo anche perché tutti e tre facevamo altri lavori, e quindi il tempo che potevamo dedicare a questo progetto era molto poco. La difficoltà più grande è quella di capire e muoversi nella burocrazia, nelle leggi che per l’editoria sono molto particolari e non chiare. Trovare delle persone che te le spieghino e che ti aiutino è un’utopia, specialmente per noi che nasciamo in provincia. mano a mano che si va avanti le cose diventano comunque più semplici: ci stiamo creando una rete di contatti con persone che lavorano nel settore che si sta rivelando utile e che ci sta molto aiutando. Le cose, insomma, procedono e tutto quello che all’inizio ci sembrava insormontabile si sta rivelando sempre più accessibile.

Come è organizzato il lavoro della redazione?

La prima fase è la ricezione del materiale da parte degli autori. noi chiediamo di allegare al manoscritto anche una biografia e una sinossi dell’opera, che leggo subito, facendomi così intanto un’idea. Scarto il materiale che non mi sembra adeguate alla nostra linea editoriale e archivio il resto in attesa di lettura. All’inizio i tempi di lettura erano molto veloci, perché finché eravamo poco conosciuti non arrivava molto materiale. adesso arrivano una media di due proposte al giorno che si vanno a sommare agli altri impegni e al resto del lavoro, quindi per avere una risposta gli autori devono aspettare diversi mesi. Una volta che l’opera è stata scelta e l’autore messo sotto contratto, si decide la data di uscita indicativa e si comincia a lavorare. La seconda fase è l’editing i cui tempi non sono standard, dipende dal testo e dall’autore. poi una vota che il testo è “definitivo”, attilio si occupa dell’impaginazione e della copertina, e quando tutto è pronto si manda in tipografia.

L’unica cosa che per il momento mi fa dispiacere, è il non avere una sede, un ufficio, in cui lavorare insieme. il fatto che Attilio e Manuele continuino a fare altri lavori li porta fuori per buona parte del giorno. Attilio addirittura sta a Perugia (noi a San Miniato): abbiamo continui contatti telefonici e per e-mail, ma non è la stessa cosa. questo credo che rallenti e renda più difficile il nostro lavoro. spero che sia una condizione solo passeggera.

Avete una mascotte, un animale guida, un totem, un portafortuna?

No; abbiamo però una serie di amici che chiamiamo “gronon gli autori o il mondo spesso troppo chiuso e autoreferenziale della cultura…upie”, o in alternativa, come si definisce la mia amica Carlotta che lavora nella moda, “vip client”:  comprano tutti i nostri libri appena usciti dalla tipografia e ci seguono in tutte, o quasi, le presentazioni; sono un grande supporto.

Novità, ultime uscite, anticipazioni?

È appena uscito un nuovo romanzo, Facciamo finta che sia per sempre di Ilaria Giannini, una giovane giornalista toscana (booktrailer); il libro è un romanzo sentimentale, ambientato in Versilia, in cui si intrecciano le storie di quattro personaggi. A maggio uscirà Come l’insalata sotto la neve di Luca Gallo, un altro esordiente; Luca è un educatore torinese e il suo è un romanzo molto delicato, che ha per protagonista un ragazzino di tredici anni alle prese con scuola, primo amore, ma anche con un padre violento e assente, una madre fragile.

Progetti, speranze?

Spero che Intermezzi cresca, anche con l’aiuto dei lettori, di quanti ci stanno dimostrando affetto, attenzione e interesse. Mi piace dire che la nostra è una casa editrice dalla parte dei lettori, credo che questo sia importante: mi sembra che troppo spesso si tenda a dimenticare che i lettori sono i veri referenti, non gli autori o il mondo spesso troppo chiuso e autoreferenziale della cultura…

Share Button

About author

MrsBubba

Da vicino nessuno è normale. Neppure io. Editor, community manager, social qualcosa. Soprattutto lettrice. Parole, musica, cibo, tech, gatti e canetti. Gamer before it was cool. Sempre con la valigia, di città in città, di vita in vita, di storia in storia. Sono come sono, cerco di cambiare. Non son più quella di una volta. Scrivo per ricordare, ma poi mi scordo lo stesso.

Related Articles