Case editrici: Zero91

Per chi non lo sapesse 091 è il prefisso telefonico di Palermo; e adesso, da un paio d’anni in realtà, è anche il nome di una casa editrice milanese fondata da tre palermitani che, per ventura, caso o destino, si sono ritrovati nei corridoi di Mediaset. Zero91 ha già pubblicato libri scritti dalla Iena Pif, da Pelazza, da Astori e Farina ed ha al suo attivo 12 titoli.

Nasce così la loro collaborazione, come ha spiegato uno di loro alla webcam durante la fiera dell’editoria di Roma:

Immagine anteprima YouTube

E, come spiega nella seconda parte, zero91 è insieme locale e globale, perché è uno dei pochi nomi che si può leggere senza difficoltà in ogni lingua.

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Consci dei problemi nell’editing hanno messo sul sito un form apposito per segnalare gli errori nei loro libri, dal titolo significativo di “leggi e correggi“. In effetti i loro volumi sono esteticamente perfetti, ai livelli di Mondadori, ma all’interno presentano qualche problema redazionale; nulla di grave, comunque, ma si è sempre perfettibili, specie in editoria.

Se volete conoscerli meglio, visitate, oltre il sito, il loro blog, o consultate l’elenco delle loro pubblicazioni su IBS.

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About author

MrsBubba

Da vicino nessuno è normale. Neppure io. Editor, community manager, social qualcosa. Soprattutto lettrice. Parole, musica, cibo, tech, gatti e canetti. Gamer before it was cool. Sempre con la valigia, di città in città, di vita in vita, di storia in storia. Sono come sono, cerco di cambiare. Non son più quella di una volta. Scrivo per ricordare, ma poi mi scordo lo stesso.

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5 Comments

  1. Memy 16 febbraio 2009 at 14:47

    Uh Livia il form per le segnalazioni dei refusi! Lo mettiamo su pure noi?

    No, grazie alla dea non ne abbiamo bisogno :)

  2. Memy 16 febbraio 2009 at 15:47

    Uh Livia il form per le segnalazioni dei refusi! Lo mettiamo su pure noi?

    No, grazie alla dea non ne abbiamo bisogno :)

  3. oloferne 16 febbraio 2009 at 17:28

    Mi capita a volte di essere un lettore veramente stupido: mi lascio influenzare dalla copertina e dalla cura estetica del libro, per poi trovarmi in mano scritti del tutto privi di editing e di correzione di bozze. Insomma libri illegibili se non dai genitori dell’autore. E questo è stato proprio uno di quei casi. Un editore non è un
    fabbricante di borse: la grafica è importante tanto quanto il contenuto.
    Inoltre sono convinta che creare un form in cui debbano essere gli utenti a spiegare come si fa a dar vita a un buon prodotto a me pare tristissimo, perché in questo specifico caso bisognerebbe insegnare loro l’abc e non fare delle semplici segnalazioni di refusi.
    Infine non mi riesco a spiegare come una casa editrice del genere riesca a farsi distribuire addirittura da Messaggerie…

  4. oloferne 16 febbraio 2009 at 18:28

    Mi capita a volte di essere un lettore veramente stupido: mi lascio influenzare dalla copertina e dalla cura estetica del libro, per poi trovarmi in mano scritti del tutto privi di editing e di correzione di bozze. Insomma libri illegibili se non dai genitori dell’autore. E questo è stato proprio uno di quei casi. Un editore non è un
    fabbricante di borse: la grafica è importante tanto quanto il contenuto.
    Inoltre sono convinta che creare un form in cui debbano essere gli utenti a spiegare come si fa a dar vita a un buon prodotto a me pare tristissimo, perché in questo specifico caso bisognerebbe insegnare loro l’abc e non fare delle semplici segnalazioni di refusi.
    Infine non mi riesco a spiegare come una casa editrice del genere riesca a farsi distribuire addirittura da Messaggerie…