Intervista ad Annalisa Ferruzzi – Ineffabili teste d’uovo

Oggi abbiamo il piacere di una chiacchierata informale con Annalisa Ferruzzi, autrice del romanzo Ineffabili teste d’uovo, presentato da poco.

La sua scrittura è stata paragonata a quella di molti autori moderni, benché io la trovi originale; ritiene di avere qualche buon maestro cui ispirarsi?

Per quanto riguarda la prima domanda.. è difficile.. sono una lettrice onnivora con marcate preferenze alla Orwell, Huxley, innamorata dei russi, in primis Gogol e Bulgakov, insomma, mi piace il loro modo di fare vedere attraverso lo straniamento ciò che succede in una società avariata. E Kafka? Il Maestro.
Gli ho reso un omaggio nelle Ineffabili con la sigla dell’URTEIL che in tedesco significa La condanna, titolo di un bellissimo racconto suo. Ma in mezzo a cotanti nomi non posso dire di aver imitato qualcuno.
Scrivere è sempre stato dentro di me, è il MIO modo di leggere la vita (banale, eh?). Tanto è vero, che quando inizio un nuovo libro, smetto di leggere cose serie e se proprio non posso farne a meno, leggo cagate.

Nel romanzo sembra che ogni personaggio sia doppio, in parte emerso ed in parte nascosto, specie per la figura protagonista: che tipo di valore ha il doppio per lei?

Parliamo del doppio. non ci pensavo quando ho scritto le Ineffabili. quello che per altri è il doppio, per me è la normalità. Alla Pirandello? Adoro anche lui, infatti ho scritto anche due commedie feroci.
Credo che tutti abbiano un sacco di “altri” in nuce, bisognerebbe andarseli a vedere da vicino almeno una volta all’anno come prescrizione medica. Così la smetteremmo di appioppare giudizi e pregiudizi a vanvera.

Il “giullare”, o agnello sacrificale, appartiene a quella genìa di figure pittoriche, come il matto o l’ubriaco, che hanno visione diretta della realtà?

Il fool è colui che è diverso, vive ed agisce nel mondo della realtà ma ha una specie di terzo occhio profetico ed usa l’ironia il sarcasmo per fare arrivare un messaggio.

L’antagonista oscilla tra l’intelligenza e l’ottusità: cosa determina queste variazioni della sua psiche?

L’antagonista oscilla per il semplice motivo che il potere annulla la visione d’insieme. ci si rimpicciolisce mentre l’ego si ipertrofizza. Diventa importantissimo il qui e ora pro domo mea e gli altri… sono obbligati a vedermi come io desidero essere, pena la cancellazione dalla società.

Lo scioglimento sembra preludere ad un nuovo inizio. Ci sarà una nuova vita letteraria per il personaggio principale?

No, Erma andrà per la sua strada e il lettore è libero di decidere quale secondo lui, sarà. in tutti i miei romanzi la fine è una non-fine. La vita, finché è vita, continua, appunto.
Non sono consolatoria, non sono buonista. Il lettore sceglierà come desidera vada a finire per i personaggi, cioè se ne piglierà carico. Un po’ come coi figli, un libro è così. lo partorisci, lo invii nel mondo, altri si faranno via via carico di loro, si impegneranno per decifrarne la mappatura interiore.

Share Button

About author

MrsBubba

Da vicino nessuno è normale. Neppure io. Editor, community manager, social qualcosa. Soprattutto lettrice. Parole, musica, cibo, tech, gatti e canetti. Gamer before it was cool. Sempre con la valigia, di città in città, di vita in vita, di storia in storia. Sono come sono, cerco di cambiare. Non son più quella di una volta. Scrivo per ricordare, ma poi mi scordo lo stesso.

Related Articles

1 Comment

  1. Nuvenus Chovendus 19 dicembre 2010 at 0:38

    muy bien!