Intervista a Manuela Blasi – Mamma mi sono innamorata di un tronista

Che influenza ha avuto l’idealizzazione nell’innamorarsi di un tronista, figura di confine tra il reale e l’immaginario?

Nello scrivere un romanzo in cui la protagonista appare come una moderna Cenerentola, è facile e quasi necessario idealizzare l’amore che prova nei confronti di un tronista, a sua volta moderno Principe Azzurro. Certamente, nella realtà, non tutti coloro che si sono seduti sul trono del programma di Maria De Filippi hanno dimostrato di possedere particolari doti di sensibilità e altruismo, ma esistono le eccezioni e, come in ogni favola che si rispetti, è proprio quella singolarità a rapire il cuore della protagonista.

Il tuo romanzo può quindi essere considerato come una moderna iconografia di Cenerentola e del principe azzurro?

Assolutamente si. Ma quello che differenzia la vera cenerentola dalle moderne “cenerelle”, è che il principe azzurro non deve rapirle o portarle via dalla propria realtà, ma affiancarle, entrare a far parte del loro mondo, in assoluta complicità.

A cosa è dovuta la scelta di un’autobiografia in età così giovane?

Non è stata una scelta ragionata, ma una “causa – effetto” che ha trovato le sue radici nella mia voglia di scrivere. Raccontare qualcosa, partendo dalle proprie esperienze, è poi stata la conseguenza più ovvia.

Nell’intrecciarsi degli eventi che tipo di impulso ha dato questa esperienza alla tua vita personale?

L’aver partecipato ad un programma televisivo è stata una bella parentesi della mia vita, un’esperienza particolare, divertente perché vissuta con la giusta leggerezza. Nel frattempo e successivamente ho continuato a fare la vita di sempre, alternando la ricerca del lavoro ideale (inerente ai miei studi) a quella di lavoretti saltuari per arrivare alla fine del mese e pagare l’affitto.
L’input maggiore l’ho ricevuto proprio dalla quotidianità. E’ la “normalità” che ha ispirato le mie pagine, la stessa di molte coetanee che sognano l’amore ideale e spesso lo fanno ad occhi aperti, lasciandosi ammaliare dai personaggi televisivi.

Dalla narrazione traspare che scrivere per te non sia solo un hobby. Qual è stata la tua formazione e qual è il tuo orizzonte letterario futuro?

Da piccolina amavo scrivere storielle e poesie, una passione trasmessa da mia zia, insegnante di italiano, che oggi non c’è più. Crescendo ho fatto di questo amore la mia strada, optando per la maturità classica e poi laureandomi in lettere e filosofia.
Dopo aver conseguito due specializzazioni nel settore della comunicazione aziendale, e dopo aver lavorato come addetto stampa, ho deciso di provare a realizzare il sogno di una vita: diventare scrittrice.
Senza ispirarmi ad un autore in particolare, dal punto di vista della prosa ammiro molto Paulo Coelho per la sua capacità introspettiva, analizzata attraverso un reale cammino dei suoi protagonisti, per la poesia Nazim Hikmet per la fierezza delle sue parole. Ma le grandi passioni personali appartengono ad una letteratura più classica, derivante dagli studi del latino e del greco. Potrebbero essere proprio loro ad ispirarmi in futuro per un romanzo maggiormente legato al genere storico.
Certamente dopo “Mamma mi sono innamorata di un tronista” per un po’ seguirò la strada dello stile fresco e divertente come quello della chick lit, ovvero di una commedia romantica che decisamente mi appartiene.

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About author

MrsBubba

Da vicino nessuno è normale. Neppure io. Editor, community manager, social qualcosa. Soprattutto lettrice. Parole, musica, cibo, tech, gatti e canetti. Gamer before it was cool. Sempre con la valigia, di città in città, di vita in vita, di storia in storia. Sono come sono, cerco di cambiare. Non son più quella di una volta. Scrivo per ricordare, ma poi mi scordo lo stesso.

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3 Comments

  1. Mushin 9 maggio 2008 at 16:26

    L’accostamento con cenerentola è interessante. Ma mi sono sempre chiesto: la consapevolezza di essere comunque “osservati”, non rischia di influenzare la percezione delle cose, in questo caso dei sentimenti?

  2. Mushin 9 maggio 2008 at 18:26

    L’accostamento con cenerentola è interessante. Ma mi sono sempre chiesto: la consapevolezza di essere comunque “osservati”, non rischia di influenzare la percezione delle cose, in questo caso dei sentimenti?

  3. Livia 10 maggio 2008 at 8:09

    Per fortuna non la cenerentola primigenia del “cunto de li cunti”…