Intervista a Christian Mascheroni, Attraversami

  • Può raccontarci qualcosa di sé?

Mia madre credeva di aver mangiato troppo gelato. Mia madre voleva chiamarmi Pinocchio e mia zia le chiese di cambiarlo in Pino.
Ma sta di fatto che mi hanno chiamato Christian. Christian Mascheroni. Ho 33 anni e vivo in provincia di Como. Ho pubblicato il mio primo racconto su una rivista sui cani. Avevo 13 anni e mi sembrava di aver toccato la luna.
Qualche anno dopo la luna l’ho toccata davvero, perché ho scritto per la rivista “Campus”: cinque anni straordinari che ancora porto nel cuore. Dal 2000 lavoro, come autore televisivo, per Mediaset e, negli ultimi anni, anche per MTV.
Argomenti trattati finora? Animali, storia, cinema, libri, Lollipop, Megan Gale, Marte, Venere, talent show, e tanto altro. Ma al di là di tutto, vivo per i libri. Nel 2005 ho pubblicato il mio primo romanzo, “Impronte di Pioggia” (L’Ambaradan), al quale sono seguiti diversi racconti su alcune antologie, l’ultima delle quali “Viva Las Vegas” (Las Vegas edizioni). Il mio ultimo romanzo è uscito ad Aprile e si intitola “Attraversami” (Las Vegas edizioni) Questo, per ora, sono io.

  • Un’allegoria non è un modo facile di esordire: può spiegarci la scelta di questo stile così particolare e, se vogliamo, desueto?

La scelta nasce da una sorta di omaggio che volevo fare alla favola. Nonostante stessi scrivendo una storia d’amore per adolescenti, avevo chiara l’idea di voler incastonare le vicende di Cljo ed Husky in una partitura musicale.
La favola, per linguaggio e stilemi, ha una musicalità sublime. Perciò mi sono riletto le Fiabe italiane curate da Italo Calvino e la Grammatica della fantasia di Gianni Rodari. È stata una vera sfida.
Quella che racconto è una storia d’amore molto reale, mentale e fisica, che si veste di metafore e allegorie, ma senza perdere di vista il messaggio e il contesto. Come le fiabe stesse, che apparentemente sono destinate ai bambini. In verità sono straordinari veicoli di risposte che spesso gli adulti non sanno trovare.

  • Ad una lettura superficiale si nota l’assenza di una figura di Dittatore: si può interpretare come rimozione di un simbolo, poiché la dittatura è sistema?

Ha perfettamente centrato il punto. Sono appassionato di storia ed ho anche lavorato ad un programma televisivo sulla storia. In tutti i casi l’attenzione viene posta sulla figura del dittatore, ma se si va a fondo, se si scava nel substrato degli eventi sociali e politici, si comprende che il Dittatore è icona di un sistema che affonda le radici nell’umanità.
Nel libro volevo far capire come la proibizione dell’amore fosse sì una legge promulgata dalla Dittatura, ma che il vero colpevole fosse il popolo stesso. La Dittatura vive perché vi è accettazione della sua esistenza, sia che venga espressa sostenendola, sia che venga accettata vivendola passivamente.
In “Attraversami” ogni cittadino è Dittatore di se stesso. Non si tratta di obbedienza. Si tratta di astensione. E l’astensione non è una scelta, né un’azione. E’ passività. E le conseguenze sono la prigionia fisica e mentale dentro la propria vita.

  • Viceversa gli eroi abbondano…

Diciamo che nel racconto ogni personaggio, virtualmente, può diventare un eroe. Quando i cittadini di Silence vengono travolti da strani eventi che li costringe a scavare nel loro io più profondo, emerge una qualità che hanno soppresso a lungo, ovvero la capacità di attraversarsi. Di ascoltarsi. Di parlarsi. E quindi di emozionarsi. Questo è un atto eroico, per me.
Cljo ed Husky sono eroi dichiarati, ma sono, ancor più, semidei. Durante la stesura del romanzo, era fondamentale, per me, che i personaggi principali si evolvessero. Non basta entrare in una cabina telefonica per trasformarsi in un eroe.
D’altro canto, ciò che mi ha sempre affascinato, nei fumetti, è l’eroismo dell’uomo prima che diventi supereroe. E’ il tentativo di superare i propri limiti umani per aiutare qualcuno che ci trasforma in eroi in carne ed ossa.

  • Nel romanzo sono descritti molti episodi di epifanie, di miracoli rivelatori, un po’ come stelle comete. E dalle stelle prende il via la narrazione. È un invito a rivolgere lo sguardo verso il cielo?

Sarà una visione romantica, ma guardare verso il cielo è sempre stato un momento di pura estasi per me. Non è tanto l’idea dell’infinito, quanto, al contrario, la sensazione che le stelle e la luna siano così vicine.
E’ un po’ la mia filosofia. Io mi fisso sempre traguardi lontani e cerco di raggiungerli con tutte le mie forze. Quei traguardi devono essere come le stelle. Devono illuminare i giorni più bui e devono essere visibili, così che io possa allungare una mano e idealmente toccarli. Inoltre, come lettore, sono sempre stato ispirato dalla poetica de “Il piccolo principe”.
Guardare le stelle mi fa tornare bambino. Volevo che questa magia si ripetesse nelle pagine del romanzo.

  • Domanda di rito: altri progetti, altri romanzi che ci attendono?

Questo è un anno particolare e sono grato delle opportunità che mi sono arrivate. Dall’inizio dell’anno sto scrivendo per un programma di libri, “Ti racconto un libro”, sul canale Iris, ed è la prima volta che i due mondi per i quali ho sempre lavorato, tv e letteratura, si incontrano. E’ una bella sensazione.
Inoltre sto scrivendo due romanzi. Uno è ambientato nella mia amata città, Vienna, e sarà una storia di amicizia. L’altro, invece, vede le vicende di un ragazzo e della sua famiglia durante un trasloco, che cambierà la loro vita.
Per ora li sto scrivendo in parallelo, e sono fondamentali, perchè voglio crescere e maturare come scrittore. Voglio tornare a studiare e meritarmi la definizione di scrittore.

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About author

MrsBubba

Da vicino nessuno è normale. Neppure io. Editor, community manager, social qualcosa. Soprattutto lettrice. Parole, musica, cibo, tech, gatti e canetti. Gamer before it was cool. Sempre con la valigia, di città in città, di vita in vita, di storia in storia. Sono come sono, cerco di cambiare. Non son più quella di una volta. Scrivo per ricordare, ma poi mi scordo lo stesso.

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5 Comments

  1. Andrea 20 maggio 2008 at 7:38

    Bellissima intervista. Complimenti a entrambi!

  2. Andrea 20 maggio 2008 at 9:38

    Bellissima intervista. Complimenti a entrambi!

  3. Christian 26 novembre 2008 at 11:14

    Con grande gioia ed emozione, condivido, con coloro che mi hanno supportato (come Livia di Liblog che ringrazio infinitamente), che ho incrociato nel mio lavoro e che hanno
    dato spazio al mio romanzo “Attraversami” (Las Vegas edizioni), la vittoria del Premio editoria Indipendente di Qualità come miglior romanzo di narrativa dell’anno. Grazie di cuore per avermi guidato fino a questo importante traguardo!
    La premiazione avverrà il 10 dicembre alle 20.30 a Nave (BS) presso la Sala civica 28 maggio adiacente la biblioteca.
    Grazie mille

    Christian

    LINK: http://lasvegasedizioni.splinder.com/post/19117313/ATTRAVERSAMI+VINCE+IL+PREMIO+E

  4. Christian 26 novembre 2008 at 12:14

    Con grande gioia ed emozione, condivido, con coloro che mi hanno supportato (come Livia di Liblog che ringrazio infinitamente), che ho incrociato nel mio lavoro e che hanno
    dato spazio al mio romanzo “Attraversami” (Las Vegas edizioni), la vittoria del Premio editoria Indipendente di Qualità come miglior romanzo di narrativa dell’anno. Grazie di cuore per avermi guidato fino a questo importante traguardo!
    La premiazione avverrà il 10 dicembre alle 20.30 a Nave (BS) presso la Sala civica 28 maggio adiacente la biblioteca.
    Grazie mille

    Christian

    LINK: http://lasvegasedizioni.splinder.com/post/19117313/ATTRAVERSAMI+VINCE+IL+PREMIO+E