Diritto d’autore – Risponde Daniele Minotti

Tra le domande frequenti degli scrittori, quelle sul diritto d’autore secondo me meritano un adeguato approfondimento. Per questo sono andata a scomodare Daniele Minotti, famoso blogger nonché giurista (anche in ordine inverso).

  • C’è una effettiva necessità per un autore di registrare la propria opera all’OLAF o esistono altri modi per tutelare il proprio diritto d’autore, che abbiano una validità legale?

La sezione OLAF della SIAE amministra i diritti relativi alle opere letterarie (incluse le loro traduzioni) ed alle opere delle arti visive e cura un servizio di deposito. Quest’ultimo, però, è una mera facoltà perché l’opera è comunque tutelata dal momento della sua creazione. Il deposito consente una maggiore tutela, ma SIAE non e’ l’unico soggetto che svolge questo genere di attività.
Dunque, il deposito e’ consigliabile (serve a garantire soprattutto la paternità specie per le opere inedite) e non obbligatorio, ma e’ effettuato anche presso soggetti diversi.

  • Bollino sì o bollino no? Ovvero, esiste l’obbligo di contrassegno SIAE in Italia per quel che concerne i libri?

Sì, dopo la sentenza della Corte di Giustizia UE del novembre scorso, possiamo dire con certezza che soltanto per i libri l’obbligo è vigente (non così per altri supporti come CD, DVD, ecc., anche se abbinati a libri o riviste).
Ma si tratta di un obbligo molto “relativo”, se così si può dire. L’obbligo è previsto dall’art. 123 l.d.a. e dall’art. 12 del regolamento di esecuzione. Serve, in buona sostanza, per garantire l’autore circa il numero di copie stampate (i bollini sono numerati). Ma può non essere apposto se non c’è il contratto di edizione e se il numero delle copie è ininfluente rispetto ai diritti patrimoniali dell’autore (es.: compenso a forfait). La bollinatura può essere sostituita dalla firma, sempre su ogni esemplare, dell’autore.

  • Se è obbligatorio, perché gran parte dei libri che possiedo (di piccoli e grandi editori) non ne hanno alcuno?

Probabilmente, si ricade in un dei casi visti, anche se c’è da considerare che alla violazione dell’obbligo non corrisponde, ad esempio, un’ipotesi di reato (esiste, invece, per gli altri supporti anche se le sanzioni sono inefficaci dopo la sentenza UE).

  • Il registro OLAF rappresenta un vincolo per quanto riguarda il rapporto tra scrittore ed editore – ovvero: l’autore o l’editore devono qualcosa per la pubblicazione di opere registrate all’OLAF?

No, non devono nulla. L’autore deve soltanto preoccuparsi di pagare il canone del deposito.
Il deposito ha l’unica funzione (sebbene importante) di dare la prova che in un dato momento una certa persona ha depositato l’opera.
Insomma… serve a provare chi è arrivato prima.

  • Che validità hanno le licenze Creative Commons? Il loro legal code è riconosciuto in Italia?

Non esiste una legge italiana che “recepisca” le licenze CC. Giuridicamente, non è necessario perché l’autore è sempre libero di scegliere il regime giuridico delle proprie opere, salvo i limiti inderogabili di legge. Le licenze CC hanno, però, il grande e indubbio vantaggio di costituire uno “standard” facilmente fruibile dall’autore e immediatamente comrpensibile per il pubblico.

  • Nel caso di opere pubblicate in Creative Commons è necessaria comunque la certificazione SIAE?

No, anche perché la certificazione SIAE non è mai obbligatoria (se per certificazione si intende il deposito).

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MrsBubba

Da vicino nessuno è normale. Neppure io. Editor, community manager, social qualcosa. Soprattutto lettrice. Parole, musica, cibo, tech, gatti e canetti. Gamer before it was cool. Sempre con la valigia, di città in città, di vita in vita, di storia in storia. Sono come sono, cerco di cambiare. Non son più quella di una volta. Scrivo per ricordare, ma poi mi scordo lo stesso.

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28 Comments

  1. Dingo 18 ottobre 2008 at 9:09

    Ma… vorrei capire una cosa (anzi due)

    quanto costano all’editore bollini?
    si può convenire consensualmente che essi non verranno apposti (mi sembra infatti uno spreco e una regalìa gratuita alla SIAE) mi pare che sia possibile da quel che leggo

  2. Dingo 18 ottobre 2008 at 9:50

    eh! ma sul sito della SIAE che ha interesse a venderli, certo non poteva essere scritto diversamente! però qui e là si legge che non sono obbligatori. (anche solo per metterli si perde tempo)

  3. Dingo 18 ottobre 2008 at 11:09

    Ma… vorrei capire una cosa (anzi due)

    quanto costano all’editore bollini?
    si può convenire consensualmente che essi non verranno apposti (mi sembra infatti uno spreco e una regalìa gratuita alla SIAE) mi pare che sia possibile da quel che leggo

  4. Dingo 18 ottobre 2008 at 11:30

    Alleuja! ma il riferimento da citare qual’è? (per premunirsi da possibili richieste SIAE infondate)

  5. Caym, alias Livia 18 ottobre 2008 at 9:45

    Riporto dal sito della Siae:
    L’importo da corrispondere per ogni contrassegno è di 0,0310 euro; tale importo è ridotto a 0,0181 euro per i bollini da apporre su supporti distribuiti gratuitamente o in abbinamento editoriale a pubblicazioni poste in vendita senza maggiorazione del prezzo normalmente praticato (D.P.C.M. 21 dicembre 2001).
    L’attività di vidimazione, in quanto riferibile alla tutela e protezione delle opere dell’ingegno, non è soggetta ad IVA ai sensi dell’art. 3, quarto comma, del DPR n. 663/1972.

    Per la seconda domanda non so risponderti, quindi la giro a Daniele.

  6. Caym, alias Livia 18 ottobre 2008 at 11:45

    Riporto dal sito della Siae:
    L’importo da corrispondere per ogni contrassegno è di 0,0310 euro; tale importo è ridotto a 0,0181 euro per i bollini da apporre su supporti distribuiti gratuitamente o in abbinamento editoriale a pubblicazioni poste in vendita senza maggiorazione del prezzo normalmente praticato (D.P.C.M. 21 dicembre 2001).
    L’attività di vidimazione, in quanto riferibile alla tutela e protezione delle opere dell’ingegno, non è soggetta ad IVA ai sensi dell’art. 3, quarto comma, del DPR n. 663/1972.

    Per la seconda domanda non so risponderti, quindi la giro a Daniele.

  7. Dingo 18 ottobre 2008 at 11:50

    eh! ma sul sito della SIAE che ha interesse a venderli, certo non poteva essere scritto diversamente! però qui e là si legge che non sono obbligatori. (anche solo per metterli si perde tempo)

  8. Caym, alias Livia 18 ottobre 2008 at 10:05

    Proprio per questo ho interpellato Daniele Minotti, per avere chiarezza.

  9. Caym, alias Livia 18 ottobre 2008 at 12:05

    Proprio per questo ho interpellato Daniele Minotti, per avere chiarezza.

  10. Daniele Minotti 18 ottobre 2008 at 10:26

    Si puo’ tranquillamente evitare…

  11. Daniele Minotti 18 ottobre 2008 at 12:26

    Si puo’ tranquillamente evitare…

  12. Dingo 18 ottobre 2008 at 13:30

    Alleuja! ma il riferimento da citare qual’è? (per premunirsi da possibili richieste SIAE infondate)

  13. Dingo 19 ottobre 2008 at 21:03

    quindi si tratta del famoso *onere della prova?* (a carico dell’accusa). non è tanto per la cifra in sé, ma per il tempo (sprecato) dell’applicare migliaia di contrassegni (tempo che deve essere pagato a chi li appone)

  14. Dingo 19 ottobre 2008 at 21:39

    ho capito. scusandomi per l’ulteriore domanda: dove sono scritte (se lo sono) queste condizioni?

  15. Daniele Minotti 19 ottobre 2008 at 20:11

    I riferimenti li devono dare coloro che contestano qualcosa. Si tratta, per me, di una cosa *incontestabile*. Andate tranquilli.

  16. Daniele Minotti 19 ottobre 2008 at 22:11

    I riferimenti li devono dare coloro che contestano qualcosa. Si tratta, per me, di una cosa *incontestabile*. Andate tranquilli.

  17. Dingo 19 ottobre 2008 at 22:28

    l’ho trovato qui

    http://www.interlex.it/testi/l41_633.htm#180
    http://www.interlex.it/testi/l41_633.htm#180

    ma non mi sembra di vedere il regolamento, devo vedere bene. (comunque immagino che un editore un legale ce l’abbia sempre) ma senza bollini, il compenso lo versa direttamente l’editore giusto? (la SIAE non ci può – me e l’editore – togliere nulla dalle nostre tasche, come avverrebbe comprando i loro bollini)

  18. Dingo 19 ottobre 2008 at 23:03

    quindi si tratta del famoso *onere della prova?* (a carico dell’accusa). non è tanto per la cifra in sé, ma per il tempo (sprecato) dell’applicare migliaia di contrassegni (tempo che deve essere pagato a chi li appone)

  19. Daniele Minotti 19 ottobre 2008 at 21:14

    NO. PIu’ semplicemente, a differenza dei contrassegni su CD, DVD, ecc. (comunque non imponibili, al momento) al *precetto* (devi fare questo) non corrisponde sanzione (altrimenti ti faccio quest’altro). Fermo restando che – va ribadito – il contrassegno sui libri serve a garantire l’autore e che, comunque, si puo’ non apporlo a certe condizioni.

  20. Daniele Minotti 19 ottobre 2008 at 23:14

    NO. PIu’ semplicemente, a differenza dei contrassegni su CD, DVD, ecc. (comunque non imponibili, al momento) al *precetto* (devi fare questo) non corrisponde sanzione (altrimenti ti faccio quest’altro). Fermo restando che – va ribadito – il contrassegno sui libri serve a garantire l’autore e che, comunque, si puo’ non apporlo a certe condizioni.

  21. Dingo 19 ottobre 2008 at 23:39

    ho capito. scusandomi per l’ulteriore domanda: dove sono scritte (se lo sono) queste condizioni?

  22. Daniele Minotti 19 ottobre 2008 at 21:50

    Art. 123 l.d.a. e art. 12 del relativo regolamento. Non ho, sotto mano, dei link, ma una gugolata risolve tutto.
    Anche su siae.it si trova un po’ di roba (un po’ sibillina, guarda caso…).

  23. Daniele Minotti 19 ottobre 2008 at 23:50

    Art. 123 l.d.a. e art. 12 del relativo regolamento. Non ho, sotto mano, dei link, ma una gugolata risolve tutto.
    Anche su siae.it si trova un po’ di roba (un po’ sibillina, guarda caso…).

  24. Dingo 20 ottobre 2008 at 0:28

    l’ho trovato qui

    http://www.interlex.it/testi/l41_633.htm#180
    http://www.interlex.it/testi/l41_633.htm#180

    ma non mi sembra di vedere il regolamento, devo vedere bene. (comunque immagino che un editore un legale ce l’abbia sempre) ma senza bollini, il compenso lo versa direttamente l’editore giusto? (la SIAE non ci può – me e l’editore – togliere nulla dalle nostre tasche, come avverrebbe comprando i loro bollini)

  25. Daniele Minotti 20 ottobre 2008 at 8:02

    Ecco il testo dell’articolo del regolamento trovato su siae.it
    Art. 12 del regolamento per l’esecuzione della legge 633/1941

    [1] L’obbligo di far contrassegnare gli esemplari dell’opera, a norma dell’art. 123 della legge, spetta all’editore.

    [2] Il contrassegno è apposto sugli esemplari dell’opera dalle Associazioni sindacali interessate, a mezzo della Società Italiana degli Autori ed Editori (S.I.A.E.), salvo che l’autore non vi provveda direttamente, contrassegnando ciascun esemplare con la propria firma autografa. In tal caso, l’autore direttamente o per mezzo dell’editore deve darne comunicazione alla propria associazione sindacale di categoria, prima della messa in circolazione dell’opera.

    [3] Le categorie di opere che devono essere oggetto del contrassegno in applicazione delle disposizioni della legge e in ispecie degli artt. 122 e 130, nonché le modalità del contrassegno medesimo e l’indicazione di chi debba sopportare la relativa spesa, possono essere stabilite anche da accordi economici collettivi tra le associazioni sindacali interessate, salvo in ogni caso il diritto dell’autore di contrassegnare con la propria firma autografa ciascun esemplare dell’opera ai sensi del comma precedente.
    Si trova tutto su
    http://www.siae.it/UtilizzaOpere.asp?click_level=0600.1300.0200&link_page=contrassegni_TimbraturaFrontespizi.htm&level=0600.1300.0200

  26. Daniele Minotti 20 ottobre 2008 at 10:02

    Ecco il testo dell’articolo del regolamento trovato su siae.it
    Art. 12 del regolamento per l’esecuzione della legge 633/1941

    [1] L’obbligo di far contrassegnare gli esemplari dell’opera, a norma dell’art. 123 della legge, spetta all’editore.

    [2] Il contrassegno è apposto sugli esemplari dell’opera dalle Associazioni sindacali interessate, a mezzo della Società Italiana degli Autori ed Editori (S.I.A.E.), salvo che l’autore non vi provveda direttamente, contrassegnando ciascun esemplare con la propria firma autografa. In tal caso, l’autore direttamente o per mezzo dell’editore deve darne comunicazione alla propria associazione sindacale di categoria, prima della messa in circolazione dell’opera.

    [3] Le categorie di opere che devono essere oggetto del contrassegno in applicazione delle disposizioni della legge e in ispecie degli artt. 122 e 130, nonché le modalità del contrassegno medesimo e l’indicazione di chi debba sopportare la relativa spesa, possono essere stabilite anche da accordi economici collettivi tra le associazioni sindacali interessate, salvo in ogni caso il diritto dell’autore di contrassegnare con la propria firma autografa ciascun esemplare dell’opera ai sensi del comma precedente.
    Si trova tutto su
    http://www.siae.it/UtilizzaOpere.asp?click_level=0600.1300.0200&link_page=contrassegni_TimbraturaFrontespizi.htm&level=0600.1300.0200

  27. lucyintheskywd 20 ottobre 2008 at 9:52

    vi segnalo una video-inchiesta sulla burocrazia siae

  28. lucyintheskywd 20 ottobre 2008 at 11:52

    vi segnalo una video-inchiesta sulla burocrazia siae