Case Editrici indipendenti – XII

Logo @Xii onlineAbbiamo avuto la fortuna di bloccare per una chiacchierata semiseria il vulcanico Daniele Bonfanti, socio fondatore della casa editrice XII. L’intervista è un po’ lunga, ma ne vale davvero la pena…

Intanto sbrighiamo le domande formali: ad esempio perché nasce l’associazione, il motivo del nome?

Allora, era una notte d’inverno di fine 2006, con lampi, tuoni, alieni e quant’altro si addice a un’atmosfera da tregenda; mi svegliai di colpo, folgorato da un’idea che mi parve buona (e questo non mancò di scuotermi): l’idea era di creare un’antologia di racconti di autori che non si conoscessero tra loro, lanciando semplicemente l’idea su un forum molto frequentato. Lo so che come idea non è che fosse così straordinaria, però quella era, che vuoi farci.

Scrissi un post intitolato I Have a Dream su questo forum, dicendo che cercavo 12 autori per il progetto, che sarebbe stato un collettivo, un laboratorio, un modo per confrontarsi/incontrarsi/scambiarsi dritte e consigli etc. etc. e pensa, in circa 2 giorni ricevetti una quarantina di adesioni. Voleva essere uno spunto di collaborazione, però a quel punto divenne una sorta di concorso: io selezionai gli autori che mi parvero più interessanti, particolari, e anche diversi tra loro.

E l’esito?

L’antologia si fece, uscì in primavera 2007 con un print on demand e in versione ebook gratuito, ma ciò che più contava era la nascita del forum. In realtà infatti avevamo creato questo forum per gestire i lavori per l’antologia (che si intitolò XII, e la cui qualità era – a dire la verità – appena sufficiente, ma che considerando l’inesperienza e il modo in cui era nata poteva già essere un risultato).
Sul forum arrivavano tanti altri autori ogni giorno, perché era aperto, e si proponevano altri progetti di collaborazione e così nacque l’idea vera e propria, che si dipartiva da ciò che avevamo intuito/capito, che era: gli autori cercano/hanno bisogno di incontrarsi, lavorare insieme, scambiarsi impressioni e soprattutto critiche severe.
A quel punto da alcuni degli autori dell’antologia iniziale, più altri individui nuovi che si erano palesati, si decise di darsi una struttura associativa, perché quello era: un’associazione di autori.

Tu sei editore E autore: come vivi il tuo doppio ruolo (in parole povere, qualche anima pia ti contraddice ogni tanto)?

Sì, sono un autore, abbiamo questa disgrazia. Dunque: io mi sdoppio; ho proprio due figure scisse e rischio la schizofrenia. Però amo sempre essere contraddetto e invito tutti a farlo: in pratica – come autore – esigo di essere trattato con la stessa severità di tutti gli altri.

La redazione?

In redazione è un casino: il consiglio dell’associazione è composto da 8 persone, poi ci sono i soci-collaboratori, che sono una ventina, poi ci sono i collaboratori occasionali, che sono tot. Sono più o meno volontari: vengono pagate solo le specifiche prestazioni, per esempio: se uno fa una copertina viene pagato, chiaramente. Gli autori invece sono pagati a royalties sul venduto.

E che mi dici della battaglia contro gli editori a pagamento? nella vostra zona quanto è diffuso e quali sono le vostre politiche?

La nostra zona è tutta Italia, perché anche se la sede è qui in Lombardia, i soci sono di tutto il territorio nazionale, per cui abbiamo il vantaggio di una visione abbastanza ampia e quindi ti posso dire che il fenomeno di questi signori è purtroppo non-localizzato (ma lo sai già).
Noi siamo tesi a informare gli autori, perché pensiamo che il problema sia che gli autori non sono informati, appunto, altrimenti non ci cascherebbero; quindi sul forum etc., segnaliamo sempre, quando possibile, le varie fregature, e invitiamo gli utenti a raccontare esperienze (che sono sempre negative)

Io credo che non ci sia nulla di Male “in sé” nell’autoproduzione; mi spiego: se un autore coscientemente vuole autopubblicarsi, perché no? Diventa l’editore di sé stesso, scelte sue: non avrà un editor, non avrà ufficio stampa, non avrà promozione etc. etc., ma se LO SA, allora ok.

Per questo esistono Lulu e Boopen…

I vari POD sono una buona strada per gli esordienti (basta che non si aspettino, anche lì, chissà cosa) ma può essere uno strumento un po’ come gli ebook. Il problema sono le menzogne e il marketing delle case editrici a pagamento, che speculano sui sogni e sull’ingenuità delle persone promettendo, blandendo, lodando con lettere prestampate le opere inviate e neanche lette.

E adesso le amenità: avete una mascotte (topo, gatto, elefante)?

Abbiamo il Monolito, ma non è una mascotte, è la nostra divinità, a cui offriamo più che altro sacrifizi, con la z. il Monolito è il logo, lo vedi sui vari nostri spazi, quello giallo. Hanno cominciato a chiamarlo Monolito e a adorarlo gli utenti del forum. Da lì c’è stato un fenomeno di viralità degno di studi antropologici.

Noooo! Pensa, ne abbiamo una pure noi maori! Comunque, tornando alle amenità di cui sopra: episodi strani? Vita vissuta in redazione, autori che danno di matto, lettere minatorie, telefonate assurde?

Oh oh oh: ogni giorno! Ho una cartella “mail assurde” che tengo conservate, assolutamente roba da non credere. Le più divertenti sono quelle di chi si crede chissà chi, ad esempio: “IL FATTO STESSO CHE MI DIATE DEL TU, LA DICE LUNGA, RIPETO, NO AVETE LETTO LA BIOGRAFIA E FOERSE SIETE ABITUATI A TRATTARE CON MACELLAI CHE SCRIVONO POESIE. CI SONO I PROFESSIONISTI E GLI HOBBYSTI. INVECE SITUAZIONIO COME LA VOSTRA ALLA BEPPE GRILLO CONTRIBUISCONO A CONFONDERE LE IDDEE NELL’IGNORANZA DEL POPOLO. RIPETO SPERO CHE ARRIVI UNA LEGGE A FARE ORDINE.”
Questo perché avevamo rifiutato il suo Capolavoro; io a questo ho risposto facendo un collage di tutti i refusi delle sue mail (perché poi ha continuato) senza commentare. La mail mia eccola: “PROFESSIONALUTA” “SE AVRESTE LETTO” “VI SARESTI RESI CONTO” “IL FATTO STESSO CHE MI DIATE DEL TU, LA DICE LUNGA” “NO AVETE LETTO” “FOERSE” “HOBBYSTI” “INVECE SITUAZIONIO” “A CONFONDERE LE IDDEE NELL’IGNORANZA DEL POPOLO” “L’LATRO” “COME SIO FA” “A VIVERE COSI’???!” “CULTYRA”

La cosa che però dà da riflettere è che arrivino ogni giorno mail con proposte più che altro da autori esordienti, quando sul nostro sito, alla voce – ben visibile – “invio manoscritti” c’è scritto (copio-incollo): “Non valutiamo opere al di fuori dei bandi ufficiali e delle iniziative che lanciamo. Questo non per essere “snob”, ma perché vogliamo dedicare il giusto tempo a tutti i manoscritti che prendiamo in esame, e non avremmo assolutamente modo di farlo se valutassimo tutto ciò che ci viene inviato in redazione.
Quindi: se non ci sono iniziative in corso che fanno per te, puoi attendere un bando adatto, magari iscrivendoti alla mailing list per essere sempre aggiornato sulle nuove iniziative.
Inoltre, ti consigliamo di visitare il nostro forum, un punto di incontro molto vivace – tra autori, editor, lettori e editore – dove è anche possibile inserire i propri racconti e discuterne con gli altri, spesso ricevendo pareri e consigli approfonditi. Sul forum nascono spesso anche nuove inziative collaborative; volendo, puoi proporne di tue!”

Eppure, ogni giorno almeno 1 o 2 scritti arrivano.

E, per lasciarci, hai qualche consiglio per gli aspiranti scrittori?

Potrei dire: “leggete”, ma è banale. Il consiglio è: pensate al lettore come se fosse la vostra ragazza/il vostro ragazzo (vale solo in caso di rapporti in salute). Nel senso che dovete corteggiarlo, fare in modo che si diverta, trattarlo con il rispetto che merita per avervi concesso alcune delle cose più preziose che ha: tempo e immaginazione. E quindi non gli date da leggere la prima cosa che vi è venuta in mente, buttata giù in cinque minuti. Che è un po’ il Male che affligge la maggior parte degli esordienti. Magari si leggono anche buone idee, ma embrionali, poco più che soggetti.

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About author

MrsBubba

Da vicino nessuno è normale. Neppure io. Editor, community manager, social qualcosa. Soprattutto lettrice. Parole, musica, cibo, tech, gatti e canetti. Gamer before it was cool. Sempre con la valigia, di città in città, di vita in vita, di storia in storia. Sono come sono, cerco di cambiare. Non son più quella di una volta. Scrivo per ricordare, ma poi mi scordo lo stesso.

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